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L’Antropologia Pedagogica di Maria Montessori (1910): un tesoro nascosto da riscoprire
Archiviato sotto Antropologia Pedagogica
Evoluzione e Biodiversità umana: Convegno sul tema:
“Comunicare l’ evoluzione umana”. Ricerca, divulgazione, didattica.
Museo di Storia Naturale, Università d Firenze: 11-12 Settembre 2008
Antonia Bertocchi:
L ’Antropologia Pedagogica di Maria Montessori: un tesoro nascosto da riscoprire.
Anche se pochi se ne ricordano, Maria Montessori ha fondato l’Antropologia Pedagogica (Vallardi 1910) come un campo aperto di studi antropologici dedicati all’aggiornamento degli insegnanti, per provvederli di strumenti metodologici e contenutistici idonei alla tutela bio-psichica. dello scolaro, dimostrando come, utilizzando in modo appropriato le conoscenze antropologiche disponibili si possa giungere ad una svolta radicale nella considerazione e nella cura dello sviluppo bio-culturale del bambino.
Infatti i metodi e i dati dell’ Antropologia provocano una mutazione nel paradigma epistemologico dominante, un salto quantico:dall’ erronea concezione del bambino come astrazione filosofica alla sua corretta percezione come soggetto antropologico appartenente ad una specie naturale che, come le altre obbedisce alle leggi dell’evoluzione, a partire da quella dell’adattamento fisico e psicologico all’ambiente nella costruzione del fenotipo, sul quale la coevoluzione agisce premiando la normalità., ovvero i caratteri bio-psichici di quell’ “uomo medio” che dovrebbe costituire la meta di una società armoniosa.
Ma così non è stato, così non è ancora.
A distanza di un secolo il bilancio è tragico:siamo passati dallo scolaro povero e soffocato dall’autoritarismo a quello falsamente libero, che esce dalla scuola schiavo di gravi carenze cognitive ed emozionali ( per lo sfiancamento dell’immaginario) e di salute perchè ingozzato da alimenti ipercalorici e tossici. Spietatamente insidiato da droga e pornografia, spinto sin dalla più tenera infanzia dall’egoismo delle classi egemoni mondialiste a ridursi a mini-caricatura deforme del grottesco modello di adulto, imposto a livello planetario::il “cittadino” del villaggio globale, ovvero una macchina per il consumo e lo spreco, preda e complice impotente di una pseudocultura perversa, e disumanizzata lanciata forsennatamente all’ecocidio–etnocidio-suicidio.
Dopo una breve introduzione sugli antecedenti dell’Antropologia Pedagogica montessoriana, la studiosa ne ripercorre alcuni passaggi fondamentali e ne esamina le cause di rimozione, allo scopo di proporre ipotesi di recupero di quella che costituisce tutt’ora una risorsa tanto preziosa quanto inesplorata per la salvezza dell’umanità.
Siamo ancora in tempo a salvare la Pedagogia con l’Antropologia e vice-versa?
Sta a noi antropologi, destinatari di questo messaggio salvifico, la responsabilità di raccoglierlo, aggiornarlo e attuarlo, ristabilendo una Nuova Alleanza fra Antropologia e Pedagogia, che elabori e ponga in rete gli sviluppi integrati acquisiti da queste discipline in un secolo. Un progetto che potrebbe finalmente uscire dall’utopia ed inverarsi nella prassi, se da questo Congresso potesse emerger l’impegno a far risorgere l’Antropologia Pedagogica.
Per il rispetto che dobbiamo a Maria Montessori a noi stessi e all’umanità.
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(1)Le origini dell’Antropologia Pedagogica
Padre pioniere della disciplina come scienza bio-culturale dell’uomo educatore ed educabile, in base a conoscenze scientifiche di tipo antropologico, fu Edoardo Fusco che, Ordinario della Prima Cattedra di Antropologia e Pedagogia presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Napoli, vi aveva tenuto corsi dal 1866 al 1863, nell’intento di trasformare la Pedagogia “ da scienza astratta, da filosofia a disciplina intimamente connessa con il reale, concretamente applicabile ai problemi educativi” (Baldi A. in Fedele F. e Baldi A. 1988 p. 195). Nei suoi intenti essa doveva riguardare “ lo studio delle facoltà umane applicato alla scienza e ai metodi dell’educazione e dell’’istruzione (Fusco E. 1881 p. 431)”.Pertanto comprensiva sia dei dati confluenti da Antropologia Generale, Comparata, Preistorica. che da quella Storica e Psicologica..
Quest’ultima veicolo di eccellenza dell’approccio epistemologico innovatore emergente dalla loro interazione sistemica, consistente in una Antropologia Filosofica indagatrice del “modelli del Mondo”che ogni popolo ha maturato nei diversi contesti socio-ambientali “ Le lingue, i costumi, le religioni e la storia di tutto l’umano incivilimento…sono il tesori e l’eredità o più esattamente, forse sono il risultato della energia accumulata dalla vita psichica di tutto un popolo (Fusco E. 1887 p 15).
Fautore ante litteram dell’Antropologia Applicata e precorrendo alcuni assunti della scuola di “Cultura e Personalità” (Benedict R. 1934; Kardiner A.- Linton R. 1939 : Voce in : Fabietti U e Remotti F. 2001) il Fusco, con mezzo secolo d’anticipo, nutre la speranza che la Scienza dell’Uomo possa pervenire alla conoscenza approfondita dei modelli culturali di ogni popolo,e in base ad essa la pedagogia possa costruire “ appropriati modelli educativi” tali da integrare armoniosamente “progresso morale e progresso intellettuale” di ogni società umana “( Fusco E. 1887 p. 15 e Baldi A. 1888 cit p. 202) . La sua convinzione profonda, che “ L’Educazione è il primo elemento del progresso sociale e ne è la prima base, perchè la perfezione dell’individuo mena come a conseguenza necessaria la perfezione della collettività sociale” (Fusco E. 1887 p. 24), lascerà un forte impronta nell’animo della Montessori che lo porrà tra i fondamenti del suo pensiero .
Un altro pioniere fu Ugo Pizzoli ((1863-1934) medico, psicologo e pedagogista che all’inizio del ‘900 fondò a Crevalcore (Bologna) un “Laboratorio di Pedagogia Scientifica”dalla notevole risonanza, la cui opera è stata riscoperta di recente (Trombetta C. 1993; Gandini M. 1993). La struttura da lui ideata era dotata delle apparecchiature scientifiche idonee a svolgere esami di tipo antropometrico,fisiologico e psicologico, al fine di compilare una “Carta biografica dello scolaro” di cui la Montessori svilupperà con cura le voci, . per poter ricostruire una accurata anamnesi a scopo clinico, tale da procurare i maggiori benefici possibili al bambino. sulla base delle elaborazioni incrociate delle notizie raccolte su di lui e sul suo contesto socio-culturale di partenza
Come riferisce Cinzia Migani C. (2005) . “ Fu per la sua passione verso il mondo della scuola, ma soprattutto verso le potenzialità offerte dalla sperimentazione di nuovi strumenti osservativi ed applicativi nel campo della pedagogia antropologica, che Pizzoli diede vita nel 1902 al primo Corso di pedagogia scientifica in Crevalcore. In tal modo diventava possibile fornire, ai maestri e agli studiosi di pedagogia, tecniche e nozioni innovative:” per compiere, come afferma il Tamburini (1902) “ sulle basi della Psicologia sperimentale, della fisiologia del sistema nervoso e dell’antropologia e con il sussidio di apparecchi di misura ed esperimento, l’analisi fine e razionale della psiche dell’educando, scandagliarne le singole facoltà, determinare il grado di sviluppo in relazione con le condizioni fisiche a cui sono strettamente legate.” http://www.minguzzi.provincia.bologna.it/ambiti/benesserescolastico/articolodebolidimente.htm
La Montessori M. (1903) inaugurò con una prolusione il corso di antropologia pedagogica di cui fu incaricata nel 1903 , quando partecipò al secondo corso di pedagogia scientifica tenuto da Pizzoli a Crevalcore., ove lo studioso organizzava nel suo Laboratorio di Pedagogia Scientifica corsi in cui impartiva agli insegnanti lezioni teorico-pratiche riguardanti lo studio sperimentale del fanciullo. La pedagogia scientifica del Pizzoli era diretta allo studio clinico dell’educando, condotto in laboratorio attraverso test atti a definire la fisionomia psichica e le disposizioni mentali dei bambini. Il primo corso di pedagogia scientifica aveva avuto il patronato dell’Associazione Pedagogica Nazionale e di Tamburini. Il Sergi, sostenitore dell’attività di Pizzoli, aveva presieduto agli esami finali auspicando che i professori di pedagogia delle scuole normali trascorressero durante le vacanze estive un mese presso l’istituto di Crevalcore per conoscere i metodi pratici della psicologia sperimentale ( Relazione al Ministero della P. I. sul Corso di Pedagogia emendativa tenuto a Crevalcore nell’agosto-settembre del R. Commissario Prof. Giuseppe Sergi, in G. Mucciarelli [a cura di],(1987). Il glorioso periodo romano in cui Antropologia e Pedagogia conobbero le luci della ribalta accademica è stato esplorato ed illustrato da Furio Pesci. (2003).
(2) Sostanza antropologica e attualità della proposta montessoriana
La Montessori, riconoscente al contributo del Sergi G.. (M.A.P. pp 11 e seg.). e del Morselli (ivi pp. 17 e seg.) partecipò con entusiasmo e competenza alla rivoluzione di autoconoscenza della specie umana innescata dalla nascente Antropologia Generale, creando un nuovo campo di studi “ L’Antropologia Pedagogica” la cui eredità non è ancora stata riscattata e di cui propongo, che in quanto antropologi, cominciamo a rivendicare la nostra quota di legittima .
La Montessori vedeva nell’Antropologia un serbatoio di conoscenze e metodi dotati di un alto potenziale di audoeducazione, autocorrezione e quindi di autorealizzazione. ( “Autopoiesi” in termini cibernetici, si veda Bertocchi A. 1994). indispensabili nel prevenire gli errori pedagogici e
sociali che affilggevano l’infanzia dei bambini della nascente società industriale, e aveva concepito l’ Antropologia Pedagogica come una scienza multidisciplinare che, attraverso metodi a contenuti attinti dall’Antropologia Generale potesse capire le autentiche potenzialità del bambino, fosse egli svantaggiato, handicappato o normale, e che potesse aiutarlo ad autorealizzarsi. A tal fine Ella, precorrendo, come ho evidenziato, l’ingegneria dei sistemi applicata alle scienze sociali (Bertocchi A. 1994 e divulgazione scientifica in Bertocchi A 1995; 1997) raccolse ed organizzò in modo non solo sistematico, ma già sistemico le conoscenze scientifiche all’epoca disponibili sull’evoluzione bio-culturale della specie umana e le illustrò in un manuale dedicato all’aggiornamento degli insegnanti “ Antropologia Pedagogica” (M.A.P. 1910) opera rimasta quasi sconosciuta agli stessi montessoriani e agli storici del suo pensiero, e mai più ristampata. Farlo oggi sembrerebbe improponibile, poichè i contenuti sono ovviamente superati dalle conoscenze acquisite da un secolo a questa parte, ma siccome l’impostazione metodologica generale rimane a mio avviso valida, una ristampa potrebbe rivestire un profondo significato morale e culturale. Morale, poichè si porrebbe rimedio ad un ingiusto oblio, le cui cause probabili esporrò tra poco, e culturale, poichè la rimozione dell’approccio, dei metodi e dei contenuti dell’Antropologia in campo pedagogico, costituisce una grave e assurda lacuna tuttora presente che ritengo costituisca la principale responsabile del degrado della scuola italiana, ancora ripiegata su concezioni filosofico-teologiche del fanciullo che nulla hanno a che vedere con la sua corretta considerazione di appartenente ad una specie naturale e in quanto tale potenzialmente sociale.
Il cuore dell’Antropologia Pedagogica, come di ogni scienza naturale e sperimentale, è il metodo.(Montessori M. 1909). Scrive la Montessori (M.A.P. 1910 pp. 18-19) “Ciò che determina l’Antropologia , è ciò che determina tutta la scienza sperimentale: è il metodo. Un metodo ben definito nelle scienze naturali applicato allo studio dell’uomo vivente offre un contenuto scientifico del quale andiamo in cerca. Il contenuto scaturisce come una sorpresa per noi dall’applicazione del metodo, col quale ci avanziamo nella indagine della verità.
Allorquando una scienza non si prefigge un contenuto, ma un metodo di esperimento, si chiama appunto scienza sperimentale”
Utilizzare il metodo antropologico e scientifico nello studio del bambino, significa innescare una rivoluzione culturale che è stata subito blocccata sul nascere perchè l’integrazione sistemica tra : Genetica., Embriologia, Anatomia Comparata, Paleontologia, impone una mutazione di paradigma col render consapevole l’insegnante che quello che ha di fronte non è un’ astrazione filosofica “il fanciullo”, ma il cucciolo dell’uomo, una persona viva dotata di caratteristiche e di esigenze specie-specifiche governate dall’interazione fra la variabilità genetica e le istanze degli ambienti di provenienza .
Vista la difficoltà di raggiungere la categoria dei genitori (cosa che oggi potrebbe essere facilitata grazie ai mass-media e al web), M.M: si rivolge agli insegnanti (M.A.P.p .133), affinchè, sottoscrivendo le precise direttive di metodo e contenuto antropologico, da lei dettate, si dedichino alla trasformazione della scuola da luogo di deformazione a luogo di formazione del bambino.. La lezione che viene offerta a fondamento di tale complessa architettura (di cui ho evidenziato i caratteri sistemici : Bertocchi A. 1994) consiste nella corretta impostazione di quello che la Biologia Evoluzionistica ha descritto come “rapporto genotipo-ambiente” : Pagina dopo pagina M.M. aggiorna gli insegnanti, corredando il testo con preziose illustrazioni, le migliori che potesse trovare ai suoi tempi, sulle scoperte nel campo della Biologia Cellulare (p. 35), delle leggi dell’ereditarietà mendeliana (p. 40 e seg.) dell’Embriologia Comparata ed umana (pp. 58-60), e sul cervello in embrione (p. 187) e in sviluppo (p. 189). Il tutto nel quadro della Teoria dell’Evoluzione con particolare riguardo alla filogenesi del volto umana (pp. 238-239) e alla craniologia comparata primatologica (fig. 33 p. 60)
Fondamentale è da Lei ritenuta l’importanza dell’Antropometria nell’evidenziare carenze di sviluppo ai danni della struttura scheletrica e alla statura, in quanto rivelatrici di carenze di sviluppo di tipo globale (M.A.P. pp. 73, ,88 , 95, 143, 144, 318). Particolare importanza assume in questo contesto di aiuto, la Craniologia , che lungi dal supportare preconcetti razzisti, al contrario permette di capire se il ritmo di crescita fra cervello e involucro osseo è o non è armonioso ; se costituisce un fatto patologico (malattia non curata) o se un disturbo nutrizionale sia venuto ad alterarlo determinando malformazioni.. La M. punta il dito accusatore contro le scandalose malformazioni dovuta a denutrizione (scafocefalia e la plagiocefalia (Fig. 38 p. 66; fig. 38 p 167 ) rachitismo e macrocefalia..
L’ Antropometria, dunque è di valido aiuto nello stabilire il significato della diminuzione della statura in rapporto all’età, controllandola secondo la “Legge Biopatologica” così enunciata : “L’evoluzione morfologica, come quella psichica, non procede in rapporto all’età del soggetto; ma corrisponde alle proporzioni medie del corpo che si avrebbero nell’età corrispondente alla statura media del soggetto. (.M.A.P. p. 144)
Di qui l’importanza del concetto di “ Uomo medio” secondo il modello del Viola, alunno del Di Giovanni ( M.A.. P.. Cap. X I): un modello estetico portatore di armonia e di bellezza non solo in senso fisico , ma anche intellettuale e culturale (uomo medio intellettuale e morale del Quetelet (p. 405 e seg.)
La “bellezza” non appartiene ad alcuna a razza in particolare, ma anzi costituisce il risultato della fusione delle razze provocata dalle rimescolanze genetiche dovute a forme di contatto pacifico o violento attraverso i secoli. ed anzi l’ibridismo è necessario al progredire della civiltà , al progresso morale e alla fratellanza tra i popoli (p. 407). Cosa ben risaputa dalla biologia evoluzionistica, ma non divulgata per mantenere nella società le spinte xenofobe come utile “divide et impera” tar poveri immigrati e poveri residenti. Tutte stupidaggini nocive che l’Antropologia Pedagogica avrebbe potuto cancellare in modo indelebile. Infatti secondo la M.( pp-403-404) le razze non esistono più nella società occidentale
“Invero non esistono più”tipi di razza” , là specialmente ove più intensa è la civiltà : per parlare di” tipi di razza” bisogna andare fra i barbari e pur ciò è relativo poichè più o meno tutte le razze della terra si sono mescolate. E nei paesi civili qualche puro nucleo può rintracciarsi in luoghi eccentrici, quasi sfuggiti al vortice della civiltà travolgente le razze… “
Inoltre la Montessori da convinta anti-razzista ( e in quanto tale sicuramente scomoda al Regime Fascista) credeva fermamente che l’Antropologia Pedagogica non potesse prescindere dai dati etnologici regionali riguardanti la rilevazione integrata dell’ ambiente di vita. geografico, storico, culturale e biologico dello scolaro (1905; 1907) ritenuti da Lei fondamentali per giungere ad “un insegnamento individualizzato, mirato sui bisogni e le condizioni del singolo e reale individuo “ (Trabalzini P. 2008).
L’ontogenesi (lo sviluppo dell’individuo) quindi, ricapitola la filogenesi (evoluzione della specie) in modo complesso Pertanto, qualora un ambiente sfavorevole abbia indotto nell’organismo del bambino deficienze di ordine fisiologico e/o psicologico, e/o comportamentale, (input disorganizzazionali), queste devono ( in quanto grazie all’antropologia pedagogica lo possono ) venir eliminate prontamente con amore e dedizione (M.A.P. p. 365)
A tale scopo vengono predisposti gli strumenti per una accurata anamnesi dello scolaro (ivi Cap. IX°: tra i quali : il “ Modulo Antropologico e il prontuario di inchiesta (M.A.P.pp.369- 371); il “Quadro monografico (Seguin ivi pp372. 373 ); la “Carta biografica per le scuole (ivi :Sergi pp. 374-376) , tutti documenti creati a salvaguardia dello sviluppo psico-fisico dello scolaro) affinchè le competenze mediche si integrino con quelle antropologiche e pedagogiche nell’eziologia (ricerca delle cause della malattia) in vista della diagnosi e delle opportune prescrizioni terapeutiche e/o delle strategie pedagogiche necessarie alla prevenzione e cura dei danni psico-fisici subiti dal bambino proveniente da classi sociali disagiate..
Pur essendo del tutto indispensabili anche oggi e per motivi ben più gravi (vedi oltre ) tali interventi provocherebbero reazioni isteriche nel contesto didattico e socio culturale attuale dominato da una pseudocultura relativistica , ipocrita, falsamente buonista e in concreto disumana che ha espresso persino ferma ostilità nei confronti della decisione dell’attuale governo di cominciare a verificare l’identità dei bambini che, nei campi dei nomadi e ovunque , sono costretti ad una vita infernale (es.: Famiglia Cristiana… http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/sicurezza-politica-10/famiglia-rom/famiglial ).
Basti pensare che lo strumento tanto incriminato quello delle impronte digitali, verrà adottato universalmente per la sua praticità.
Tutti i bambini oggi corrono rischi terribili, ma se non risultano neppure all’anagrafe, è abbastanza prevedibile nei loro confronti un aumentato rischio di discriminazioni, ovvero di venir scelti dai criminali come vittime preferite. delle più ignobili forme di sfruttamento , costrizione a fogne comportamentali , istigazione alla delinquenza fino a quelle più orrende come le mutilazioni intenzionali per impietosire alla cerca dell’elemosina fino al rapimento per servire da carne da macello dei trafficanti di organi.
Moriconi E. (2007) www.aquiloneblu.org/scritti/scritti2/accattonaggiominorile.htm – 8k
Susca G. (2008) http://www.forum.rai.it/lofiversion/index.php/t215013.html
Vedi in bibliografia : Bambini storpiati per elemosina ( sitologia)
Attualmente l’infanzia è esposta a pericoli ben più gravi di quelli di un secolo fa…..
dal rapimento per sfruttamento sessuale , prostituzione minorile e pedofilia, al trapianto di
organi. su cui esistono agghiaccianti testimonianze (Nicastro A. 2007;
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/05_Maggio/14/kiev_traffico_embrioni.shtml;
Lawless A. http://www.threemonkeysonline.com/it/article3.php?id=84;
Caprile A. (2001) http://209.85.129.104/search?q=cache:ZCgHlXC1CfkJ:www.etanali.it/traffico_di_organi_umani.htm+traffico+organi&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it
e studi specialistici :
Scheper-Hughes, N. 2002 , anche di taglio antropologico, Scheper-Hughes N. e Loïc Wacquant, (2004) ” Alessandro Gilioli A. (2007) ” http://it.wikipedia.org/wiki/Traffico_di_organi#Bibliografiae e Del Ponte Carla (2008). Questa emergenza ha sollecitato la istituzione della “ Giornata mondiale dei Bambini scomparsi “ (2007) che sta fornendo statistiche incredibili sulla scomparsa dei bambini ( In Europa scompaiono ogni anno 70.000 minori, di cui 1.850 italiani
http://imagoromae.blogosfere.it/2007/05/giornata-mondiale-dei-bambini-scomparsi.html)
Non solo la strada, ma persino la scuola è diventata oggi un posto moto pericoloso per l’integrità fisica e psichica dei ragazzi .Vi si spaccia droga, vi si commettono abusi (es .bullismo anche al femminile e persino tra l’indifferenza degli insegnanti. http://www.provincia.brescia.it/rassegna/doc/45208651.doc
Il che contribuisce all’aumento dei suicidi scolastici in concomitanza con la chiusura dell’anno scolastico causati da depressione per bocciature o insostenibilità di situazioni di umiliazione.
E noto, ma sottaciuto e sottovalutato il fatto che con mille tentativi di suicidio all’anno, solo nella provincia di Milano (Pisa M. 2008) sono centinaia i casi nascosti e cammuffati da incidente tra i ragazzi che ne fanno la seconda causa di mote dopo gli incidenti stradali ( Pozzi G. 2005)
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/03_Marzo/11/suicidi.shtml Pisa Massimo (2008) http://milano.repubblica.it/dettaglio/A-lezione-contro-il-male-di-vivere/1493408
Chissà cosa avrebbe detto la Montessori di fronte a tanto spietato scempi dell’infanzia…
e cosa possiamo dire e fare noi , come antropologi? Credo che il discorso dell’Antropologia Pedagogica possa incoraggiarci in un impegno che potremo assumerci nella misura in cui potremo essere supportati dalla istituzione di una Facoltà di Antropologa . che consenta di raccogliere le sparse membra della disciplina e integrarle in una rete di relazioni sistemiche finalizzate alla pedagogia sociale e alla diffusione sia della storia dell’ Antropologia in tutte le sua ramificazioni, incluse le implicazioni etiche che vivificano tutta l’opera montessoriana e che la percorrono come una corrente ad alta tensione.
Se riusciremo a lasciarcene affascinare, a farle nostre, potremo accedere ad una sostanza etica dalla enorme portata praxeologia ed epistemologica nella quale possiamo riconoscere i caratteri della Bioetica Globale il cui principio base consiste nella “ conservazione e la propagazione del DNA tipico della specie e il mantenimento della sua variabilità intraspecifica”. (Chiarelli B. 1998 http://www.biologiateorica.it/systemanaturae/art1998/07.htm). Principio che la Montessori ha sempre difeso nel contesto di una “Educazione Cosmica”( Programma in : Montessori M. 2007)
precorritrice . degli attuali sforzi dell’Educazione ambientale”. Sforzi che, come sappiamo non sono in grado di portare ad alcun cambiamento delle strategie ambientali a livello socio- .politico perchè privi di una epistemologia antropologica. ovvero di un concetto antropologico ed ecologico di cultura .Infatti, come ho evidenziato (Bertocchi A. 2006 a);2008) il passatempo preferito della cultura dominante consiste nel consegnare il dilemma etnocentrismo-relativismo ad un’oscillazione catastrofica che lo rende irresolubile , eludendo la corretta (in quanto antropologica)impostazione delle problematiche ecologiche e sociali.
Pertanto l’Antropologia Bio-evoluzionistica. deve essere posta alla base della riflessione Bioetica. Essa tra l’altro ci insegna che nelle società animali, uomo compreso, il mantenimento del DNA specie specifico, e la sua variabilità infraspecifica sono assicurate da regole specifiche di socializzazione. “Sono pertanto gli stimoli biologici della socializzazione le loro norme etiche.” Chiarelli B. (1993 p. 172 e seg.). Cure parentali( A), comportamento riproduttivo (B), cooperazione per l’acquisizione di cibo(D), cooperazione per la difesa del gruppo (E), dipendono dalla biologia della specie (A, B), dalle condizioni ambientali (C, D), e nella specie umana queste competenze vengono a supportare il processo di elaborazione della cultura, che costituisce un processo di adattamento praticato da tutte le società di interesse etnologico fino alle soglie della storia scritta ed alcune di esse, sopravvissute agli stermini della sedicente “civiltà occidentale”, ce ne danno ancora modelli complessi ed esemplari ( Bertocchi A. 2007 a )
Per questo le società umane presentano diversità culturali che altro non rappresentano se non la codificazione delle relazioni con la nicchia ecologica che ha loro consentito la sopravvivenza.
L’attuale società tecnologica invece esacerbando gli errori del passato, ha tradito le sue naturali radici antropologiche, per imboccare la via suicida della mercificazione dello scempio di qualunque risorsa ecologica che possa suscitare ingordigia e, per giustificare questi crimini ha sviluppato quelle che Gregory Bateson ha denunciato come “Patologie dell’ Epistemologia (Bateson G. 1976, parte 6° pp .498-515)
Argomento da me puntualmente inserito nelle relazioni Congressuali ( Bertocchi A. 2006 a); 2006 b); 2008) http://www.ecoantropologia.net/2008/06/12/il-contributo-del-concetto-antropologico-di-cultura-al-processo-di-umanizzazione
La Bioetica Globale, ideata dal Leopold A. (1949), ebbe il suo fondatore nel Potter V.R (1970 a, 1971 b, 1971) che la propose come la scienza dell’equilibrio delle relazioni uomo-natura “un ponte per il futuro dell’umanità” inteso come uso della conoscenza per il bene sociale ( trad. it a cusa di Bellino F. (2002 )
In Italia, siamo debitori al Prof. .Chiarelli di una impostazione rigorosamente scientifica su basi bio-evoluzionistiche ed antropologiche di questo campo di studi, che egli ha promosso sia con numerosi interventi confluiti nella sua opera “Bioetica globale” (Chiarelli B. 1993 www.unich.it/fnace/icone/globale, che con la fondazione della Rivista internazionale “Global Bioethics” ( Chiarelli B. 2004 ) da lui diretta..
L’impostazione antropologica di questa problematica risulta essenziale al fine di non confondere la Bioetica Globale con la Globalizzazione della Bioetica tout court (Turoldo F. ( a cura di 2007). iwww.fondazionelanza.it/libro/globalizzazione Purtroppo la “Dichiarazione Universale sulla Bioetica e i Diritti Umani”, presentata e discussa dal Turoldo, http://www.lumsa.it/Lumsa/Portals/docenti/Palazzani/Dichiarazione%20Universale%20di%20Bioetica%20e%20Diritti%20Umani%20(6).pdf è straripante di belle parole e sacrosanti principi teorici ma è destinata a subire lo stesso destino di carte analoghe, come la Costituzione , la “Carta fondamentale dei diritti dell’Unione Europea “, e le diecine di documenti a cui essa fa riferimento di cui è stata ormai dimostrata la inapplicabilità pratica nei confronti di coloro che ne avrebbero più bisogno e che sono alla mercè degli imperanti processi mercificatori imposti dalla globalizzazione dei mercati. . Purtroppo la cultura dominante si è arroccata nei suoi errori e pretende di portarli avanti fin al suicidio totale della specie umana.. In questa come in altre leggi, l’inganno è stato già trovato e ben collaudato prima : esso consiste nella legittimazione dei processi mercificatori e nella contestuale emarginazione di una critica costruttiva fondata sui saperi antropologici e bio-evoluzionistici.
A tal fine la cultura dominante sommerge la Bioetica Globale con un assordante bailamme mass-mediale che consegna la Bioetica allo strazio di campi di battaglia tra diverse e a volte apparentemente opposte ideologie mercificatorie, ncoraggiando vacue discussioni su falsi dilemmi
Ad esempio dando per scontato che esisterebbe un conflitto tra bioetica laica e bioetica cattolica:
(Fornero G., 2005) La prima a difesa dei diritti della qualità della vita, la seconda a difesa dei diritti della sacralità della vita.. Ciò rende insolubili i problemi, attraverso il sofisma di dare per scontato che la vita sacra sia solo quella dell’embrione umano. e non la vita cosmica e biologica di ogni specie compresa la nostra. Paradossalmente ne scaturisce l’agghiacciante ipotesi delle brevettabilità del genoma umano
In realtà il motivo del contendere è un altro e tutt’altro che sacro, ma anzi globalmente dissacrante:
quello della mercificazione do ogni forma di vita con progetti di brevetto e commercio di genomi e organismi geneticamente modificati, compresa la brevettabilità del genoma umano.
(www.torinoscienza_it : Il Progetto Genoma Umano A chi appartiene il genoma umano.mht)
Brevettabilità che, come antropologi propongo che ci impegnamo a respingere con decisione a conclusione di questo Convegno
Quel che si tenta in realtà di far prevalere è il gioco degli interessi economici intenti a gareggiare nel far crescere il P.I.L., il Prodotto Interno Lordo, sempre più lordo che più lordo non si può. Quello che conta è che profitti crescenti derivino dal vergognoso mercato della procreazione assistita, degli O.G.M , del trapianto di organi e magari dal commercio del genoma umano..
Dovremo rassegnarci a dar l’addio alla variabilità genetica a livello cosmico?
Secondo i dati di “Save the Children” Si stimano in 2,7 milioni le vittime della tratta di esseri umani nel mondo, di cui l’80% è costituito da donne e bambini. Un vero e proprio business con un volume di affari – gestito da reti criminali transnazionali – pari a circa 32 miliardi di dollari l’anno e paragonabile a quello del traffico di armi o di stupefacenti . (http://209.85.135.104/search?q=cache:eVhyLnDoRj0J:www.savethechildren.it/2003/comunicati.asp%3Fid%3D537+business+tratta+minori&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it
Altro lavoro a perditempo è quello di stendere faraginose leggi e regolamenti che sono impotenti a contrastare lo scempio in atto al quale è forse ancora possibile porre rimedio, ponendo al centro o il concetto di sacralità della vita cosmica ripartendo dall’ Educazione Cosmica ( Montessori M. 1949 ) e dalle filosofie e dalle tradizioni magico –religiose di tipo immanentistico, sostenute dall’epistemologia di Bateson ( Bateson G. e Bateson M.C. 1989 ;: Bateson G. 1997.
In nome della libertà dei malati ricchi di fare scempio del corpo di bambini e adulti sani ma poveri e indifesi e rapiti e uccisi a tale scopo. Per tempo ma invano essi furono denunciati sin dal loro sorgere tra i primi dal Prof. Chiarelli B. (1993 p: 32 ). Come ho demistificato dal portale “ Anthropos (www.antrocom.it .” 14 agosto 2007: Legge 40 – problematiche antropologiche? http://www.antrocom.it/index.php?name=MDForum&file=viewtopic&t=426&start=0&postdays=0&postorder=asc&highlight= tali oligarchie criminali si garantiscono il controllo e la spartizione di questo turpe mercato, fingendo di contendersi il campo della discussione , ma bene assicurandosi che essa avvenga a colpi di ignoranza sui concetti fondamentali della Genetica, della Biologia, dell’Antropolgia. E per garantirsi questo monopolio ideologico, travestito da libera e democratica discussione, invitano ai dibattiti sui gravi problemi della Bioetica , che richiedono conoscenze specialistiche e complesse nei campi della Biologia Evoluzionistica , della Genetica e dell’Antropologia, persone scelte accuratamente tra le più incompetenti in tali materie come sacerdoti, letterati, personalità dello spettacolo, filosofi, teologi. Se per caso è presente uno scienziato, il moderatore se ne fa gioco, ponendo la massima cura nel limitare al minimo il tempo dei suoi interventi, facendogli aprire e chiudere il becco a comando e zittendolo quando sta per dire qualcosa che potrebbe rischiare di aprire gli occhi alla gente.
Eppure le verità scientifiche sulla specie umana potrebbero educare ed istruire le persone in modo da renderle refrattarie alle perverse forme di strumentalizzazione di cui sono vittime e a renderle consapevoli delle relazioni di interdipendenza uomo-società natura . .
Credo sia giunto il momento e speriamo che non sia troppo tardi, di assumerci la responsabilità come antropologi di accettare questo dono immenso ed inestimabile di cui la Montessori ci ha fatto eredi e che tuttora giace come tesoro sconosciuto tra le mani di una pseudocultura che per un secolo si è preclusa la possibilità antropologica di comprenderne il valore di sopravivenza per la specie e tuttora si rifiuta di tradurlo in una viva prassi pedagogica e didattica.
Il mio proposito è di comunicare questa consapevolezza, raggiunta con studi laboriosi che ho diffuso sia in ambito specialistico (Bertocchi A. 1994) che divulgativo (Bertocchi A. 1995; 1997), senza peraltro mi sia stato dato di riuscire a scalfire minimamente l’ostinata ottusità e ostilità del sistema scolastico nei confronti dell’Antropologia .
Ho steso questa relazione nella piena fiducia che gli antropologi bio-evoluzionistici siano gli interlocutori i più idonei a collaborare ad un recupero salvifico dell’opera montessoriana sull’antropologia Pedagogica che non solo la tragga dall’oblio, ma che , poggiando sulle sue solide fondamenta scientifiche possa risorgere a miglior vita. nella scuola e nella società contemporanea
Ed ecco la proposta:: creare un Comitato Scientifico che provveda alla riedizione critica dell’Antropologia Pedagogica di Maria Montessori in occasione del centenario della sua edizione che scade nel 2010, per rilanciare insieme all’Antropologia Pedagogica, L’Antropologia come scienza sistemica dell’uomo indispensabile alla sua sopravvivenza come specie.Propongo di affidarne la direzione al Prof. Chiarelli ( 2003.2004) che ha racchiuso in tre esaurienti volumi, che la Montessori avrebbe molto apprezzato, lo scibile antropologico attinente alla scienza complessiva e complessa dell’uomo.
Offro alla vostra riflessione e discussione queste brevi note , nella speranza di aver contribuito ad un’armonia di intenti tesi a sottrarre gli spazi antropologici alla usurpazione della cultura dominante, per inaugurare un processo di riappropriazione che mi sembra urgente, necessario e in sintonia con la Bioetica Globale .
Antonia Bertocchi
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Bambini storpiati per elemosina ( sitologia)questi bambini non do nulla per non alimentare il racket delle elemosine. Ho sentito di bambini storpiati apposta per suscitare maggiore pieta’ e ho visto … |
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Aquilone Blu – Scritti Tali accorgimenti sono frequenti tra i nomadi e non sono purtroppo rari i casi in cui i bambini vengano appositamente storpiati per suscitare pietà. … |
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MAGIA E MISERIA DELL’ INDIAVittime tragiche, come gli accattoni “modificati” (bambini storpiati, accecati, per la bisogna dell’elemosina). Vittime di ingiustizie sociali, … |
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La voce a me dovuta: Coccodrilli a primavera … donne stuprate e sgozzate, bambini storpiati e venduti per chiedere l’elemosina, i nostri politici che contano, ricontano, s’azzuffano…). … |
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© PSYCHOMEDIA – TELEMATIC PUBLISHING Spesso i bambini venivano storpiati o mutilati per suscitare maggiore compassione e quindi ottenere elemosine più generose (2). … |
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Tripreport – l’Australia di Arcangelo Ho visto bambini storpiati o privi di arti che (mi e’ stato detto) vengono … cosi’ dai genitori… per dargli “un Futuro” (di raccoglitori di elemosina)! … |
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