L’antropologia di Antonia Bertocchi

Risorge il Sole

“Il più bel sentimento che si può provare è il senso del mistero.
E’ questa la fonte di ogni arte genuina, di ogni scienza.
Colui che non ha mai conosciuto questa emozione
che non possiede il dono di meravigliarsi ed estasiarsi,
tanto sarebbe che fosse morto : i suoi occhi sono chiusi.”
Albert Einstein

Prefazione a “Il libro dei Segreti Smarriti di Robert Charroux)

Guarda, davanti a te sta risorgendo il sole.

La sua luce si diffonde soffusamente dalle tenebre notturne che scioglie come spogliandosi da un manto di veli scuri che a poco a poco rende evanescenti e sostituisce in modo ineffabile, sempre più rafforzandosi sino al trionfo di un fuoco capace di innescare la scintilla del sentimento del sacro immanente nel cuore umano
Una grande commozione invadeva allora l’uomo delle origini che, pieno di gratitudine innalzava una preghiera di ringraziamento e propiziazione a Rà – Harakhte o “ Horakhti,(da cui “orazione”) il cui nome significa “Horus dell’orizzonte” , chiamato anche “Horus dei due Orizzonti”: l’aspetto nel quale Horus era venerato come dio della luce, una delle sue più antiche funzioni.”

Quale Dio dei due orizzonti, nel pieno delle forze, Ra Horakhti assumeva la forma di Aker , Akar o Akher: una antica divinità della mitologia egizia che personificava l’orizzonte.

Aker era spesso raffigurato dal simbolo di un sole che sorge tra due montagne, affiancato da due leoni detti Sef e Duau, rispettivamente ieri e oggi in antico egizio. Attraverso le porte di Aker il sole entrava, ogni sera, nella galleria che attraversava il mondo sotterraneo per tornare a sorgere il mattino seguente.

Aker

L’immagine del doppio leone è tratta dal cap. 17 del Libro dei morti del papiro di Ani (XVIII dinastia Nuovo Regno dal 1530 a.C. al 1290 a.C. (± 30 anni)
(I.Shaw, P.Nicholson, The British Museum Dictionary of Ancient Egypt, London 2002, first pocket edition,20)

 

“Il doppio felino, in quanto personificazione del doppio orizzonte, permette, grazie al suo potere apotropaico, il passaggio diurno del sole da oriente ad occidente ; garantisce così il ciclo perenne e indispensabile della morte e rinascita del sole, la sua trasformazione quotidiana da Osiride in Ra”
( Irene Vezzani: “I guardiani del tempio: leoni e sfingi custodi del sacro” –Aegyptus –Rivista italiana di Egittologia e Papirologia- Anno LXXXV n. 1 -2 Gennaio-Dicembre 2005 p. 218)
Questi magici felini (come le orazioni , Orazio e gli Orazi e tantissime altre impronte della cultura egizia in Padania, Italia ed Europa che andremo a scoprire) stanno ancora tra di noi, a guardia delle porte delle cattedrali e delle chiese più importanti della cristianità, che ha conservato moltissimi contenitori simbolici di tipo magico-religioso, pur avendone rimosso i significati profondi originari..
Essi possono e devono venir recuperati ripristinando la funzione archetipologica metaforica propria della specie umana , affinchè il sole possa tornare ad essere per noi la sorgente della luce di vita, conoscenza e amore di cui l’umanità ha urgente bisogno per bonificare le patologie dell’immaginario, dell’epistemologia e dell’ecologia.

Guarda sta sorgendo un nuovo sole. il sole dell’autoconoscenza ecoantropologica.

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