L’antropologia di Antonia Bertocchi

Gregory Bateson. Maestro dell’ecologia della Mente

Ultimo aggiornamento il 23/05/2016 alle ore 15:13

gregory bateson

Quest’anno ho tenuto a Radio Padania libera un ciclo di trasmissioni dedicato alla divulgazione scientifica del pensiero dell’ Antropologo Gregory Bateson che, essendo rimasto inascoltato dai governanti per mezzo secolo, e forse proprio per questo, è ancora attuale.

gregory batesonInfatti il suo approccio può esserci di molto aiuto per cambiare la mentalità sbagliata, consumistica e mercificatoria che ha portato la cultura occidentale ad adottare comportamenti contro-producenti e dannosissimi per l’ecosistema terrestre, e quindi anche per sé stessa.
Ho iniziato tratteggiando i lineamenti di una catastrofe ambientale che ormai sia Papa Francesco in ambito cattolico, che la cultura laica mass mediale, hanno riconosciuto come incombente sulla specie umana, in modo tale da minacciarne la sopravvivenza. Secondo Bateson, per capire questo comportamento folle, risalire alle sue cause e correggerlo, bisogna partire dall’idea che i comportamenti derivano da precise convinzioni e che per cambiare i comportamenti sbagliati, bisogna prima di tutto correggere le idee sbagliate, con cui vengono progettati, attuati e giustificati: il lavoro culturale, come premessa. Ovvero bisogna capire le premesse epistemologiche che sono, in parole semplici, le chiavi di lettura della realtà e i codici culturali in base ai quali vengono prese le decisioni. Decisioni che hanno conseguenze pratiche costruttive, o distruttive, in relazione alle convinzioni di cui costituiscono l’espressione pratica.

Vediamo subito queste idee sbagliate che Bateson ha definito: “Patologie dell’Epistemologia,” ovvero modi di pensare non solo sbagliati, ma addirittura patologici, in quanto inducono con distorsioni percettive delle relazioni ecologiche e sociali. Bateson li ha posti sotto accusa, tracciando un modello cibernetico, in cui ha evidenziato le relazioni ricorsive tra le componenti della crisi ecologica, indotte da quei modi sbagliati di pensare. Relazioni dinamiche di tipo autocatalitico (che si alimentano e si potenziano a vicenda). Potete trovare questo modello cibernetico su Google effettuando questa ricerca.
Secondo Bateson, questi comportamenti, dipendono dalle “idee sbagliate che dominano oggi la nostra civiltà e che risalgono nella forma più virulenta alla rivoluzione industriale.

Si possono così riassumere

gregory batesona) Noi contro l’ambiente.
b) Noi contro altri uomini.
c) È il singolo (o la singola compagnia, o la singola nazione) che conta.
d) Possiamo avere un controllo unilaterale sull’ambiente e dobbiamo sforzarci di raggiungerlo.
e) Viviamo all’interno di una “frontiera” che si espande all’infinito.
f) Il determinismo economico è cosa ovvia e sensata.
g) La tecnica ci permetterà di attuarlo.
Noi sosteniamo che queste idee si sono semplicemente dimostrate false alla luce delle grandi, ma in definitiva distruttive, conquiste della nostra tecnica negli ultimi centocinquant’anni. Allo stesso modo esse si rivelano false alla luce della moderna storia ecologica. La creatura che la spunta contro il suo ambiente distrugge se stessa.” (Da Bateson Gregory: verso un’ecologia della mente Adelphi Milano 1976 Parte 6° pag. 498-515).
A loro volta le patologie dell’epistemologia che danno luogo a comportamenti sbagliati derivano dalla Hybris, ovvero dall’ ingordigia e dalla tracotanza con cui ci riteniamo superiori e in diritto di sottomettere altri popoli. Con queste idee, vengono giustificate le guerre di conquista coloniale e neo-coloniale, e la riduzione alla dipendenza e alla schiavitù dei vinti. In passato questo avveniva in modo aperto, diretto e brutale, utilizzando la scusa del diritto ad imporre una Religione Patriarcale (Ebraica, Cattolica o Islamica) mentre oggi, con l’affermarsi della mentalità laica, che rende insostenibile questo atteggiamento, viene usata la scusa della democrazia, allo scopo mercificatorio di imporre ai popoli dominati i nostri modelli consumistici e dall’ impatto devastante sulle popolazioni e sugli ecosistemi. Un presunto diritto che si è rivelato un tragico rovescio. Pensiamo all’errore compiuto con la distruzione della Libi, ora da tutti ammesso, e al quale sembra impossibile porre rimedio. Senza parlare delle guerre giustificate dalle bugie sulle presunte armi chimiche di Saddam e Assad, guerre che hanno posto le premesse per la nascita del Fondamentalismo islamico, ora difficile da debellare, anche perché sono costate alle popolazioni locali, in maggioranza di religione islamica, centinaia di migliaia di morti e di feriti, oltre che un incremento esponenziale di migrazioni, che, se non ridimensionato, provocherà catastrofi umanitarie anche da noi.

Culture digitali

Il problema consiste nel fatto che, nella mostre sedicente ci-viltà occidentale, vale il principio dogmatico del diritto al relativismo dell’opinione, ovvero, le idee giuste e le idee sbagliate vengono messe tutte sullo stesso piano valoriale e guai a chi si azzarda ad esporre idee in grado di correggere gravissimi errori! Viene subito accusato di essere qualcuno che pretende di avere in tasca la verità assoluta e il coro degli incapaci e degli ignoranti si leva compatto contro di lui. Ed ecco che invece Bateson ha il coraggio di elencare le idee sbagliate e porle direttamente in relazione con i loro devastanti effetti pratici. Basta richiamare alla mente la tattica demagogica dei talk show in cui, ad esempio, vengono chiamati ad esporre il loro parere su leggi riguardanti contraccezione e aborto, persone come  un’infermiera, un sacerdote, una psicologa, un sindacalista, una attrice famosa, un vip e Sgarbi (preso come esempio) che, dopo che tutti hanno parlato di geni a sproposito, non condividendo concetti scientifici in materia, mette in scena una delle sue divertenti performances a scelta tra sberleffi, invettive e sonori calci a sghembo, nel divertimento generale. E così il sistema dichiara vittoria e può continuare a mandare ambiente e società alla malora.

Secondo Bateson, tra tutti i fattori della dinamica della crisi ecologica che si autoalimentano a vicenda producendo un effetto autocatalitico, cioè di moltiplicazione dei loro effetti devastanti, il principale, quello trainante, è costituito dall’aumento esponenziale della popolazione che, nella misura in cui continua a crescere, produce minacce alla sopravvivenza. E siccome contrastare questa dinamica suicida è reso difficile, proprio dalle idee sbagliate che il sistema socio politico perverso che ci sgoverna si ostina a mantenere in circolazione, Bateson vede “l’unico punto di accesso possibile per l’inversione del processo, negli atteggiamenti tradizionali verso l’ambiente“ (Verso un’ecologia della Mente )
Ciò significa che, se vogliamo essere degni dell’eredità di Gregory Bateson, dobbiamo impegnarci, non solo a studiare il suo pensiero, accedendo anche ai retroterra delle scienze bio-evoluzionistiche e comunicazioniste, ma dobbiamo anche estendere la ricerca anche alle scienze etnoantropologiche, demologiche e all’Antropologia Religiosa, per poter capire i modelli culturali che determinano gli atteggiamenti tradizionali verso l’ambiente, perché essi, hanno consentito l’adattamento e la sopravvivenza a lungo termine, delle società che li hanno adottati. Di qui la necessità, da me sentita, di imprimere una svolta propriamente antropologica al pensiero di Bateson. Di qui l’impegno ad approfondire lo studio del pensiero e degli atteggiamenti delle popolazioni indigene che, fin alla più lontana Preistoria, si sono dedicate a costruire sistemi culturali con cui gestire in modo ottimale le relazioni ecologiche e sociali, in modo da ottimizzarle e ottenere una sopravvivenza a lungo termine del sistema co-evolutivo società- ambiente. Dal momento che le scoperte degli ultimi decenni hanno evidenziato che presso queste società, veniva spontaneamente riconosciuto alle donne un potere matricentrico, nel 2012 ho fondato un nuovo campo di studi, il Femminismo Antropologico, utile anche per la Difesa dell’Identità di Genere, come campo culturale che pone i saperi antropologici al servizio del Femminismo, attraverso la divulgazione scientifica del ruolo culturale e politico preminente (potere matricentrico ) riconosciuto alla donna sin dalla più lontana preistoria, e sopravvissuto presso numerose società indigene attuali., e in alcuna tradizioni popolari padane (Resisdura).

canale youtube cronaca ossona

Ho cominciato con la conferenza “Le donne custodi della Tradizione tra passato e presente”- Cremona Festa del Volontariato – 4 Ottobre 2012 ore 17,30 – Palazzo Cattaneo e ho proseguito con numerose trasmissioni a Radio Padania Libera che potete trovare su youtube. E’ stato anche menzionato sul libro “Radio Padania Libra: la vostra voce, la nostra storia”, di Leo Siegel. Inoltre l’ho presentato in molti articoli sul nostro notiziario Federale e ho portato il discorso in ambito accademico, con la relazione “The revival of Matricentric Female Power, at the light of scientific updates starting from Pleistocenic” presentata dall’ Antropologa Camilla Power al 17th World Congress Evolving Humanuty, emerging Worlds August 5th-t 10th, 2013 Manchester University, UK.

Gli ho anche dedicato una Pagina Facebook molto frequentata, che vi invito a visitare. Qui sotto trovate i link youtube riguardanti il Ciclo di trasmissioni a Radio Padania Libera su Gregory Bateson, Maestro dell’Ecologia della Mente, da me tenute in qualità di Antropologa, di Presidente della Associazione Donne Padane di Cremona, e di Componente del Direttivo della Associazione Federale Donne Padane. All’argomento ho anche dedicato tre pagine facebook da me curate. La pagina Gregory Bateson, Maestro dell’Ecologia della Mente, il gruppo Gregory Bateson, Maestro dell’Ecologia della Mente e il gruppo La struttura danzante che connette. Potete trovare le mie trasmissioni radiofoniche ai seguenti links di Radio Padania Libera, Associazione Donne Padane di Cremona Antonia Bertocchi. Parte Prima – 10-3-2016Parte Seconda 20-3-201614/04/2016 Il Dio Ecologico non si può beffare,  17/04/2016 – Il sacro immanente in Bateson (Inno alla Materia di Theilard de Chardin), 1 Maggio 2016 –Il Sacro immanente in Bateson – (con frammenti di Eraclito), 12 Maggio 2016 – Che cos’è la Religione (con poesia Ada Negri)

Nora e Mary Catherine Bateson

Nora Batesone

Nora Bateson

Tutte le società oggi presenti sul pianeta, devono la loro esistenza ai modi equilibrati di pensare e vivere, dei nostri antenati della Preistoria, modi che sono sopravvissuti fino al presente, nelle tradizioni dei popoli di interesse etnologico e nelle nostre stesse tradizioni popolari e lingue locali. Essi consistono in principi etici di armoniosa convivenza con la natura e di equa distribuzione delle risorse, espressi attraverso la codificazione culturale di complessi sistemi mito-rito di tipo magico-religioso, dalla adeguata efficacia normativa, fondati sull’idea del Sacro Immanente. Ed è proprio l’Epistemologia del Sacro immanente, che sottende al progetto di ricerca dell’Ecologia della Mente, elaborato da Bateson nelle Sue opere ormai classiche (Una Sacra Unità, Dove gli Angeli esitano, Mente e Natura, Verso un’ecologia della Mente. Edite da Adelphi). Opere in cui il sentimento magico-religioso, viene rivisitato e rivalutato alla luce della Cibernetica della Comunicazione e della Biologia Evoluzionistica.
Questa visione del mondo è collegata al concetto di ciclo, nato appunto nelle società matricentriche della Preistoria, nelle quali gli uomini avevano spontaneamente riconosciuto alle donne un ruolo centrale nella gestione delle relazioni ecologiche e sociali, perché per prime esse avevano scoperto la corrispondenza tra il ciclo mestruale e il ciclo lunare.

Le donne erano attente osservatrici delle corrispondenze tra cicli cosmici e cicli biologici tanto che l’idea di tempo ciclico connessa all’idea di resurrezione e rigenerazione costituisce il carattere distintivo delle società matricentriche e matriarcali, mentre l’idea di tempo lineare, connessa a quella di progresso, è tipica delle società patriarcali. Con l’Ecologia della Mente Bateson esplora gli isomorfismi ricorsivi tra la Mente della Natura e la mente umana, riconoscendo ad entrambe i caratteri del sacro immanente. Seguire Bateson nelle sue indicazioni dirette allo studio dei saperi demologici, come saperi di salvezza, permette di cominciare a distinguere le religioni in due categorie distinte e contrapposte: le religioni matricentiche e matriarcali basate sul sacro immanente e sul concetto di autocreazione e le religioni Patriarcali, basate sul sacro trascendente. collegato al concetto di creazione.

Mary Catherine Bateson

Mary Catherine Bateson

Grazie a Bateson e alle sue due figlie Nora e Mary Catherine, che ne hanno raccolto l’eredità, possiamo aprirci ad un mutamento di paradigma che veda la comunità scientifica e l’umanità impegnarsi concordemente nel condividere e praticare teorie e principi opposti a quelli dominanti messi sotto accusa da Bateson prima citati, che stanno alla base di ripercursioni, i cui effetti cumulativi ci stanno portano ad una crisi ecologica epocale che può distruggere l’umanità. Questo nuovo-antico paradigma propone di conseguenza, i seguenti principi:
a) Noi insieme all’ambiente.
b) Noi insieme ad altri uomini.
c) Non è il singolo (o la singola compagnia, o la singola nazione) che conta, ma la rete di relazioni co-adattative e co-evolutive che esse riescono a tessere tra di loro e con l’ambiente.
d) Non è possiamo avere un controllo unilaterale sull’ambiente e non dobbiamo sforzarci di raggiungerlo. E’ l’umanità che deve adattarsi all’ambiente e non viceversa.
e) Non viviamo all’interno di una “frontiera” che si espande all’infinito. Al contrario la terra ha risorse limitate e i nostri avi lo avevano capito fin dalla più lontana preistoria, rispettando come fanno tutt’ora i popoli indigeni, la carrying capacity… ovvero la capacità di carico dell’ecosistema, con controlli demografici e prelievo equilibrato delle risorse.
f) Il determinismo economico non è cosa ovvia e sensata, ma cosa insensata sviluppata nei sistemi patriarcali, e va sostituito con i principi matricentrici della condivisione equalitaria delle risorse e di cura.
g) La tecnica non ci permetterà di attuarlo, perché insistendo nel determinismo economico, nella mercificazione globalizzata utilizzando la tecnica, l’umanità si estinguerà prima del trionfo della tecnica, ed anzi, la tecnologia applicata alla rapida distruzione delle risorse fondamentali, dei beni comuni, acqua, aria, terra, sarà proprio strumento di suicidio della specie.

La speranza di riuscire in tanta impresa di ribaltare il paradigma distruttivo patriarcale in quello costruttivo matricentrico non è utopica, perchè, oltre che nelle nostre tradizioni e lingue locali, nei Vangeli Sinottici e Apocrifi, e nella tradizione Ermetico Alchemica della Destra Culturale (Guenon, Eliade, Evola, De Benoit ) l’idea del sacro immanente percorre molto aspetti della nostra cultura filosofica e poetica. In quel precario rifugio, essa è sopravvissuta alle persecuzioni patriarcali, e ancora ci affascina e ci consola.
Durante le trasmissioni ho portato tre esempi della presenza del sentimento religioso del sacro Immanente nella nostra cultura, che riporto e sui quali vi invito a riflettere, postando i vostri commenti.

Il sacro in Eraclito: ciclico e immanente

Fr.76: “Il fuoco vive la morte della terra e l’aria vive la morte del fuoco; l’acqua vive la morte dell’aria e la terra la morte dell’acqua. La morte del fuoco è nascita per l’aria e la morte dell’aria è nascita per l’acqua. La morte della terra è acqua, la morte dell’acqua è aria e quella dell’aria è fuoco, e così di nuovo”. La dialettica degli opposti non è oppositiva, ma ricorsiva, le coppie di opposti si auto-rigenerano a vicenda.
Frammenti 67, 90. Fr.67: “Il dio è giorno notte, inverno estate, guerra, pace, sazietà fame, e muta come quando si mescola ai profumi e prende nome dall’aroma di ognuno di essi”; Fr.90 “Mutamento scambievole di tutte le cose col fuoco e del fuoco con tutte le cose, allo stesso modo dell’oro con tutte le cose e di tutte le cose con l’oro” (fonte Eraclito)

Il Sacro in Teilhard de Chadin: potenza spirituale della materia. Inno alla Materia

Benedetta sii tu, pericolosa Materia, mare violento, indomabile passione, tu che ci divori se non t’incateniamo.
Benedetta sii tu, potente Materia, Evoluzione irresistibile, Realtà sempre nascente, tu che, spezzando ad ogni momento i nostri schemi, ci costringi ad inseguire, sempre più oltre, la Verità.
Benedetta sii tu, universale Materia, durata senza fine, Etere senza sponde, – triplice abisso delle stelle, degli atomi, e delle generazioni, tu che travalicando e dissolvendo le nostre anguste misure, ci riveli la dimensione di Dio.
Benedetta sii tu, impenetrabile materia, tu che, ovunque tesa tra le nostre anime ed il Mondo delle Essenze, ci fai languire dal desiderio di forare il velo senza cucitura dei fenomeni.
Benedetta sii tu, mortale Materia, tu che, dissociandoti un giorno in noi, c’introdurrai necessariamente nel cuore stesso di ciò che è. Senza di te, o Materia, senza i tuoi attacchi, senza i tuoi strazi, noi vivremo inerti, stagnanti, puerili, ignoranti di noi stessi e di Dio. Tu che ferisci e medichi – tu che resisti e pieghi – tu che sconvolgi e costruisci – tu che incateni e liberi – Linfa delle nostre anime, Mano di Dio, Carne del Cristo, o Materia, io ti benedico.
Ti benedico, o Materia, e ti saluto, non già quale ti descrivono, ridotta o sfigurata, i pontefici della Scienza ed i predicatori delle Virtù, ma quale tu mi appari oggi, nella tua totalità e nella tua verità.
Ti saluto, inesauribile capacità d’essere e di trasformazione in cui germina e cresce la Sostanza eletta.
Ti saluto, universale potenza di ravvicinamento e d’unione, che lega tra di loro le innumerevoli monadi ed in cui esse convergono tutte sulla strada dello Spirito.
Ti saluto, sorgente armoniosa delle anime, cristallo limpido dal quale è tratta la Gerusalemme nuova.
Ti saluto, Ambiente divino, carico di potenza Creatrice, Oceano mosso dallo Spirito, Argilla impastata ed animata dal Verbo incarnato.
Credendo di rispondere al tuo irresistibile appello, gli uomini spesso, si precipitano per amor tuo nell’abisso esterno dei piaceri egoistici.
Un riflesso li inganna, oppure una eco. Lo vedo adesso.
Per raggiungerti, o Materia, bisogna che, partiti da un contatto universale con tutto ciò che, quaggiù, si muove, sentiamo via via svanire nelle nostre mani le forme particolari di tutto ciò che stringiamo, sino a rimanere alle prese con la sola essenza di tutte le consistenze e di tutte le unioni.
Se vogliamo possederti, bisogna che ti sublimiamo nel dolore dopo averti voluttuosamente stretta fra le nostre braccia.
O Materia, tu regni sulle vette serene ove i santi pensano di evitarti, – Carne così trasparente e nobile che non ti distinguiamo più da uno spirito.
Portami su, o Materia, attraverso lo sforzo, la separazione e la morte.- portami dove sarà finalmente possibile abbracciare castamente l’Universo”. (Dal volume: Inno dell’Universo’ – Ed. Queriniana)

Il Sacro immanente nella Poesia. Ada Negri: Atto d’amore

Non seppi dirti quant’io t’amo, Dio
nel quale credo, Dio che sei la vita
vivente, e quella già vissuta e quella
ch’è da viver più oltre: oltre i confini
dei mondi, e dove non esiste il tempo.
Non seppi; – ma a Te nulla occulto resta
di ciò che tace nel profondo. Ogni atto
di vita, in me, fu amore. Ed io credetti
fosse per l’uomo, o l’opera, o la patria
terrena, o i nati dal mio saldo ceppo,
o i fiori, le piante, i frutti che dal sole
hanno sostanza, nutrimento e luce;
ma fu amore di Te, che in ogni cosa
e creatura sei presente. Ed ora
che ad uno ad uno caddero al mio fianco
i compagni di strada, e più sommesse
si fan le voci della terra, il tuo
Volto rifulge di splendore più forte
e la tua voce è cantico di gloria.
Ora – Dio che sempre amai – t’amo sapendo
d’amarti; e l’ineffabile certezza
che tutto fu giustizia, anche il dolore,
tutto fu bene, anche il mio male, tutto
per me Tu fosti e sei, mi fa tremante
d’una gioia più grande della morte.
Resta con me, poiché la sera scende
sulla mia casa, con misericordia
d’ombre e di stelle. Ch’io ti porga, al desco
umile, il poco pane e l’acqua pura
della mia povertà. Resta Tu solo
accanto a me tua serva; e nel silenzio degli esseri, il mio cuore oda Te solo.

Ada Negri, nata a Lodi, il 3 febbraio 1870 è morta a Milano l’ 11 gennaio 1945: di umili origini, era portatrice di cultura popolare. E’ stata poetessa e scrittrice padana, ricordata per essere stata la prima e unica donna ad essere ammessa all’Accademia d’Italia. Nel 1931 fu insignita del Premio Mussolini per la carriera; erano gli anni in cui Benito Mussolini ancora utilizzava i rapporti nati nel suo periodo socialista. Il premio consacrò Ada. Non rinnegò mai la sua adesione al regime. Ha cercato Dio per tutta la vita, come fanno tanti mistici, eremiti e santi, filosofi, teologi, senza trovarlo e, al termine della vita ha un’illuminazione. Si accorge che il Dio tanto amato e cercato, era l’amore stesso della vita per la vita, è la vita stessa il sentimento religioso espresso in questa sublime poesia è universale, perchè è proprio del Cristianesimo delle origini che non era ancora entrato a far parte della religione patriarcale ebraico-cristiana e serbava al suo interno quel sentimento di amore universale sacro e immanente, che era proprio delle società matricentriche ed era sopravvissuto nel paganesimo, e oggi, emerge entusiasta, in alcune tendenze della New Age specialmente nell’ambito del celtismo e non è certo un caso che questo accada.

Note sull’autore:

Antonia Bertocchi

Sono cremonese e come antropologa mi interesso di tradizioni popolari padane e di problematiche identitarie. Collaboro con l’International Institute of Humankind Studies di Firenze di cui sono socia. Ho al mio attivo un centinaio di pubblicazioni su diversi rami dell’antropologia, dalla Biologia Evoluzionistica all’ Antropologia Pedagogica, dall’Arte Preistorica all’ Ecomuseologia. Tra i saggi che ho pubblicato figurano molti atti di congressi tenuti presso le univerisità di Firenze, Chieti, Genova, Torino, La Sapienza di Roma, Manchester (U.K.) e presso la Yunnan University di Kunming – Cina. Sono fondatrice del campo di studi del Femminismo antropologico e presidente dell’associazione Donne padane di Cremona. www.ecoantropologia.net, www.demologia.it , www.donnepdanecremona.org

Antonia Bertocchi – ha scritto articoli per Cronaca Ossona.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori

Commenti

Leave a Reply




<