L’antropologia di Antonia Bertocchi

Evoluzione e Biodiversità umana: Convegno sul tema:

“Comunicare  l’ evoluzione umana”. Ricerca, divulgazione, didattica.

Museo di Storia Naturale, Università d Firenze: 11-12 Settembre 2008

 

Antonia Bertocchi:

L ’Antropologia Pedagogica di Maria Montessori: un tesoro nascosto da riscoprire.

 Anche se pochi se ne ricordano, Maria Montessori ha fondato l’Antropologia Pedagogica (Vallardi 1910) come un campo aperto di studi antropologici dedicati all’aggiornamento degli insegnanti, per  provvederli  di strumenti  metodologici e contenutistici  idonei alla tutela bio-psichica. dello scolaro, dimostrando come, utilizzando in modo appropriato le conoscenze antropologiche disponibili si possa giungere ad una svolta radicale nella considerazione  e nella cura  dello sviluppo bio-culturale del bambino.

Infatti i metodi e i dati dell’ Antropologia provocano una mutazione nel paradigma epistemologico dominante, un salto quantico:dall’ erronea concezione del bambino come astrazione filosofica alla sua corretta percezione come soggetto antropologico appartenente ad  una specie naturale che, come le altre obbedisce alle leggi dell’evoluzione, a partire da quella  dell’adattamento fisico e psicologico all’ambiente nella costruzione del  fenotipo, sul quale la coevoluzione agisce  premiando la normalità., ovvero i caratteri bio-psichici di quell’ “uomo medio” che dovrebbe costituire la meta di una società armoniosa.

Ma così non è stato, così non è ancora.

A distanza di un secolo il bilancio è tragico:siamo passati dallo scolaro povero e soffocato dall’autoritarismo a quello falsamente libero, che esce dalla scuola schiavo di gravi carenze cognitive ed emozionali ( per lo sfiancamento dell’immaginario) e di  salute perchè ingozzato da alimenti ipercalorici e tossici. Spietatamente insidiato da droga e pornografia, spinto sin dalla più tenera infanzia dall’egoismo delle classi egemoni mondialiste a ridursi a  mini-caricatura deforme del grottesco modello di adulto, imposto a livello planetario::il “cittadino” del villaggio globale, ovvero una macchina per il consumo e lo spreco, preda e complice impotente di una pseudocultura  perversa, e disumanizzata  lanciata forsennatamente all’ecocidio–etnocidio-suicidio.

Dopo una breve introduzione sugli antecedenti dell’Antropologia Pedagogica montessoriana, la studiosa ne ripercorre  alcuni passaggi  fondamentali e ne esamina le cause di  rimozione,  allo scopo di proporre ipotesi di recupero di quella che costituisce tutt’ora una risorsa  tanto preziosa quanto inesplorata  per la salvezza dell’umanità. 

Siamo ancora in tempo a salvare la Pedagogia con l’Antropologia e vice-versa?

Sta a noi antropologi, destinatari di questo messaggio salvifico, la responsabilità di  raccoglierlo, aggiornarlo e attuarlo, ristabilendo una Nuova Alleanza fra Antropologia e  Pedagogia, che elabori e ponga in rete gli sviluppi integrati acquisiti da queste discipline in un secolo. Un progetto  che potrebbe finalmente uscire dall’utopia ed inverarsi nella prassi, se da  questo Congresso  potesse  emerger l’impegno a far  risorgere  l’Antropologia Pedagogica.

Per il rispetto che dobbiamo a Maria Montessori a noi stessi e all’umanità.

 .

 

(1)Le origini dell’Antropologia Pedagogica

 

Padre pioniere della disciplina  come  scienza  bio-culturale dell’uomo educatore ed educabile,  in base a conoscenze scientifiche di tipo antropologico,  fu Edoardo  Fusco che, Ordinario della Prima Cattedra di Antropologia e Pedagogia presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Napoli, vi aveva tenuto corsi dal 1866 al 1863, nell’intento di trasformare la Pedagogia “ da  scienza astratta, da filosofia a disciplina intimamente connessa con il reale, concretamente applicabile ai problemi educativi” (Baldi A. in Fedele F. e Baldi A. 1988 p. 195). Nei suoi intenti essa doveva riguardare “ lo studio delle facoltà umane applicato alla scienza e ai metodi  dell’educazione e dell’’istruzione (Fusco E. 1881 p. 431)”.Pertanto comprensiva sia dei dati confluenti da Antropologia Generale, Comparata, Preistorica. che da quella  Storica e Psicologica..

Quest’ultima veicolo di eccellenza dell’approccio  epistemologico innovatore  emergente dalla loro interazione sistemica, consistente in una Antropologia Filosofica indagatrice del “modelli del Mondo”che ogni popolo ha maturato nei diversi contesti socio-ambientali “ Le lingue, i costumi, le religioni e la storia di tutto l’umano incivilimento…sono il tesori e l’eredità o più esattamente, forse sono  il risultato della energia accumulata dalla vita psichica di tutto un popolo (Fusco E. 1887 p 15).

Fautore ante litteram dell’Antropologia Applicata e precorrendo alcuni assunti della scuola di “Cultura e Personalità” (Benedict R. 1934;  Kardiner A.- Linton R. 1939 : Voce in : Fabietti U e Remotti F. 2001) il Fusco, con mezzo secolo d’anticipo, nutre la speranza  che la Scienza dell’Uomo possa pervenire alla conoscenza  approfondita  dei modelli culturali di ogni  popolo,e in base ad essa la pedagogia possa costruire “ appropriati modelli educativi” tali da integrare armoniosamente  “progresso morale e progresso intellettuale” di ogni società umana “( Fusco E. 1887 p. 15 e Baldi A. 1888 cit p. 202) . La sua convinzione profonda, che “ L’Educazione è il primo elemento del progresso sociale  e ne è la prima base, perchè la perfezione dell’individuo mena come a conseguenza necessaria la perfezione della collettività sociale” (Fusco E. 1887 p. 24), lascerà un  forte impronta nell’animo della  Montessori che lo porrà tra i fondamenti del suo pensiero .

Un altro pioniere fu Ugo Pizzoli  ((1863-1934) medico, psicologo e pedagogista che  all’inizio del ‘900 fondò  a Crevalcore (Bologna)  un “Laboratorio di Pedagogia Scientifica”dalla notevole risonanza, la cui opera è stata riscoperta di recente (Trombetta  C. 1993; Gandini M. 1993). La struttura da lui ideata era dotata delle apparecchiature  scientifiche  idonee a svolgere esami di tipo antropometrico,fisiologico e psicologico, al fine di compilare una “Carta biografica dello scolaro” di cui la  Montessori svilupperà con cura le voci, . per poter ricostruire una  accurata anamnesi  a scopo clinico,  tale da  procurare i maggiori benefici possibili al bambino. sulla base delle elaborazioni incrociate delle notizie raccolte su di lui e sul suo contesto socio-culturale di partenza

Come riferisce Cinzia  Migani C. (2005) . “ Fu per la sua passione verso il mondo della scuola, ma soprattutto verso le potenzialità offerte dalla sperimentazione di nuovi strumenti osservativi ed applicativi nel campo della pedagogia antropologica, che Pizzoli diede vita nel 1902 al primo Corso di pedagogia scientifica in Crevalcore. In tal modo diventava possibile fornire, ai maestri e agli studiosi di pedagogia, tecniche e nozioni innovative:” per compiere, come afferma il Tamburini (1902) “ sulle basi della Psicologia sperimentale, della fisiologia del sistema nervoso e dell’antropologia e con il sussidio di apparecchi di misura ed esperimento, l’analisi fine e razionale della psiche dell’educando, scandagliarne le singole facoltà, determinare il grado di sviluppo in relazione con le condizioni fisiche a cui sono strettamente legate.” http://www.minguzzi.provincia.bologna.it/ambiti/benesserescolastico/articolodebolidimente.htm

La  Montessori  M. (1903) inaugurò con una prolusione il   corso di antropologia pedagogica di cui fu incaricata nel 1903 , quando partecipò al secondo corso di pedagogia scientifica tenuto da Pizzoli a Crevalcore., ove lo studioso organizzava nel suo Laboratorio di Pedagogia Scientifica corsi in cui impartiva agli insegnanti lezioni teorico-pratiche riguardanti lo studio sperimentale del fanciullo. La pedagogia scientifica del Pizzoli era diretta allo studio clinico dell’educando, condotto in laboratorio attraverso test atti a definire la fisionomia psichica e le disposizioni mentali dei bambini. Il primo corso di pedagogia scientifica aveva avuto il patronato dell’Associazione Pedagogica Nazionale e di Tamburini.  Il Sergi, sostenitore dell’attività di Pizzoli, aveva presieduto agli esami finali auspicando che i professori di pedagogia delle scuole normali trascorressero durante le vacanze estive un mese presso l’istituto di Crevalcore per conoscere i metodi pratici della psicologia sperimentale ( Relazione al Ministero della P. I. sul Corso di Pedagogia emendativa tenuto a Crevalcore nell’agosto-settembre del R. Commissario Prof. Giuseppe Sergi, in G. Mucciarelli [a cura di],(1987). Il glorioso periodo romano in  cui Antropologia e Pedagogia  conobbero le luci della ribalta accademica è stato esplorato ed illustrato da Furio Pesci.  (2003).

 

(2) Sostanza  antropologica e attualità  della proposta montessoriana

La Montessori,  riconoscente al contributo del Sergi  G.. (M.A.P. pp 11 e seg.). e del  Morselli (ivi pp. 17 e seg.) partecipò con entusiasmo e competenza alla rivoluzione di autoconoscenza della specie umana   innescata dalla nascente Antropologia Generale,  creando un nuovo campo di studi  “ L’Antropologia Pedagogica”  la cui eredità non è  ancora  stata riscattata e di cui  propongo, che in quanto antropologi,  cominciamo a rivendicare la nostra quota di legittima .

La Montessori vedeva nell’Antropologia  un serbatoio di conoscenze e metodi  dotati   di un alto potenziale di audoeducazione, autocorrezione e quindi di autorealizzazione. ( “Autopoiesi” in termini cibernetici, si veda Bertocchi A. 1994).  indispensabili  nel prevenire gli errori pedagogici e 

sociali  che affilggevano l’infanzia dei bambini della nascente società industriale, e aveva concepito l’ Antropologia Pedagogica come una scienza multidisciplinare che, attraverso metodi a contenuti attinti  dall’Antropologia  Generale   potesse  capire   le autentiche potenzialità del bambino, fosse  egli svantaggiato, handicappato o normale,  e che potesse aiutarlo ad autorealizzarsi. A tal fine Ella, precorrendo, come ho evidenziato,  l’ingegneria dei sistemi applicata alle scienze sociali (Bertocchi A. 1994 e divulgazione scientifica in Bertocchi A  1995; 1997)  raccolse ed  organizzò in modo non solo sistematico, ma  già  sistemico le conoscenze scientifiche all’epoca disponibili sull’evoluzione bio-culturale della specie umana e le illustrò in un manuale dedicato all’aggiornamento degli insegnanti “ Antropologia Pedagogica” (M.A.P. 1910)  opera rimasta quasi sconosciuta agli stessi montessoriani e agli storici del suo pensiero, e  mai più ristampata. Farlo oggi sembrerebbe   improponibile, poichè i contenuti sono ovviamente superati dalle conoscenze acquisite  da un secolo a questa parte,  ma  siccome  l’impostazione metodologica generale rimane a mio avviso valida,  una ristampa  potrebbe rivestire un profondo significato morale e culturale. Morale, poichè si porrebbe rimedio ad un ingiusto oblio, le cui cause probabili esporrò tra poco, e  culturale,  poichè la rimozione dell’approccio, dei metodi e dei contenuti dell’Antropologia in campo pedagogico, costituisce una grave e assurda lacuna tuttora presente  che ritengo costituisca  la principale responsabile del degrado della scuola italiana, ancora ripiegata su concezioni  filosofico-teologiche del fanciullo che nulla hanno a che vedere con la sua  corretta considerazione di  appartenente ad una specie naturale e  in quanto tale  potenzialmente sociale.

 

Il cuore dell’Antropologia Pedagogica, come di ogni scienza naturale e sperimentale,  è il metodo.(Montessori M. 1909). Scrive la Montessori (M.A.P. 1910 pp. 18-19) “Ciò che determina l’Antropologia , è ciò che determina tutta la scienza sperimentale: è il metodo. Un metodo ben definito nelle scienze naturali applicato allo studio dell’uomo vivente  offre un contenuto scientifico del quale andiamo  in  cerca.  Il contenuto  scaturisce come  una sorpresa  per noi dall’applicazione del metodo, col quale ci avanziamo nella  indagine della verità.

Allorquando una scienza non si prefigge un contenuto, ma un metodo  di esperimento,  si chiama appunto scienza sperimentale”

Utilizzare il metodo antropologico e scientifico nello studio del bambino,  significa innescare una rivoluzione culturale che è stata subito blocccata  sul nascere perchè l’integrazione sistemica tra : Genetica., Embriologia, Anatomia Comparata, Paleontologia, impone  una mutazione di paradigma col  render consapevole l’insegnante che quello che ha di fronte non è un’ astrazione filosofica “il fanciullo”, ma il cucciolo dell’uomo, una persona viva  dotata di  caratteristiche e di esigenze specie-specifiche  governate dall’interazione fra la variabilità genetica e le istanze   degli ambienti di provenienza .

Vista la difficoltà di raggiungere la categoria dei genitori  (cosa che oggi potrebbe essere facilitata grazie ai mass-media e al web), M.M: si rivolge agli insegnanti  (M.A.P.p .133), affinchè, sottoscrivendo le precise direttive di metodo e contenuto antropologico, da lei dettate, si dedichino alla  trasformazione  della scuola  da luogo di deformazione a luogo di formazione del  bambino.. La lezione che viene offerta a fondamento di tale complessa architettura  (di cui ho evidenziato i caratteri sistemici  : Bertocchi A. 1994)  consiste nella corretta impostazione di quello che la Biologia Evoluzionistica  ha descritto come  “rapporto genotipo-ambiente” :  Pagina  dopo pagina M.M. aggiorna gli insegnanti, corredando il testo con preziose illustrazioni,  le  migliori che potesse trovare ai suoi tempi, sulle  scoperte  nel campo della Biologia Cellulare (p. 35),  delle leggi dell’ereditarietà  mendeliana (p. 40 e seg.) dell’Embriologia Comparata  ed umana (pp. 58-60),  e sul cervello in embrione (p. 187) e in sviluppo (p. 189). Il tutto  nel quadro della Teoria dell’Evoluzione  con particolare riguardo  alla filogenesi del volto umana (pp. 238-239) e alla craniologia comparata primatologica  (fig. 33 p. 60)

Fondamentale è da Lei ritenuta   l’importanza dell’Antropometria nell’evidenziare  carenze di sviluppo ai danni della struttura scheletrica e alla statura, in quanto  rivelatrici di carenze di sviluppo di tipo globale  (M.A.P. pp. 73,  ,88 , 95, 143, 144, 318). Particolare importanza assume in questo contesto di aiuto, la  Craniologia , che lungi dal supportare  preconcetti razzisti, al contrario permette di capire  se  il ritmo di crescita fra cervello e involucro osseo è o non è armonioso ; se  costituisce un fatto patologico (malattia non curata)  o  se un disturbo nutrizionale  sia venuto ad alterarlo determinando malformazioni.. La M. punta il dito accusatore contro le scandalose  malformazioni dovuta  a  denutrizione (scafocefalia e la plagiocefalia  (Fig. 38 p. 66; fig. 38 p 167 ) rachitismo  e  macrocefalia..

L’ Antropometria, dunque è di valido aiuto  nello  stabilire il significato della diminuzione della statura in rapporto all’età, controllandola secondo la   “Legge Biopatologica”  così enunciata : “L’evoluzione morfologica, come quella psichica, non procede in rapporto all’età del soggetto; ma corrisponde alle proporzioni medie del corpo che si avrebbero nell’età corrispondente alla statura media del soggetto. (.M.A.P. p. 144)

Di qui l’importanza del concetto di  “ Uomo medio” secondo il   modello del Viola, alunno del Di Giovanni  ( M.A.. P.. Cap. X I):  un modello estetico   portatore di armonia e di bellezza  non solo in senso fisico , ma anche intellettuale e culturale (uomo medio  intellettuale e morale del  Quetelet  (p. 405 e seg.)

La “bellezza” non appartiene ad alcuna  a razza in particolare, ma anzi costituisce il risultato della fusione delle razze provocata dalle rimescolanze genetiche  dovute a forme di contatto pacifico o violento attraverso i secoli. ed anzi l’ibridismo  è necessario  al  progredire della civiltà ,  al progresso morale e alla fratellanza tra i popoli (p. 407). Cosa ben risaputa  dalla biologia evoluzionistica, ma non divulgata per mantenere nella società le spinte xenofobe  come utile “divide et impera”  tar poveri  immigrati e poveri residenti.  Tutte stupidaggini nocive che  l’Antropologia Pedagogica avrebbe potuto cancellare  in modo indelebile. Infatti   secondo la M.( pp-403-404) le razze non esistono più  nella società occidentale

“Invero  non esistono più”tipi di razza” ,  là specialmente ove più intensa è la civiltà  : per parlare di” tipi di razza”  bisogna andare fra i barbari e pur ciò è relativo poichè più  o meno tutte le razze della terra si sono mescolate. E nei paesi civili  qualche puro nucleo può rintracciarsi in luoghi  eccentrici, quasi sfuggiti al vortice della civiltà  travolgente le razze… “

Inoltre  la Montessori da convinta anti-razzista ( e in quanto tale  sicuramente scomoda al Regime Fascista)  credeva fermamente che l’Antropologia Pedagogica non potesse prescindere dai dati etnologici  regionali riguardanti la rilevazione integrata dell’ ambiente di vita.  geografico, storico, culturale  e biologico dello scolaro (1905; 1907)  ritenuti da Lei fondamentali per giungere ad “un insegnamento individualizzato, mirato sui bisogni e le condizioni del  singolo e reale individuo “ (Trabalzini  P. 2008).

L’ontogenesi (lo sviluppo dell’individuo) quindi, ricapitola la filogenesi  (evoluzione della specie) in  modo complesso  Pertanto, qualora un ambiente sfavorevole abbia indotto nell’organismo del bambino  deficienze di ordine fisiologico e/o psicologico, e/o comportamentale,  (input disorganizzazionali), queste devono ( in quanto grazie all’antropologia pedagogica lo possono ) venir eliminate prontamente con amore e dedizione (M.A.P. p. 365)

 A tale scopo vengono  predisposti gli strumenti per una accurata anamnesi dello scolaro (ivi Cap. IX°: tra i quali : il “ Modulo Antropologico e il prontuario di inchiesta (M.A.P.pp.369- 371); il “Quadro monografico (Seguin ivi  pp372. 373 );  la “Carta biografica per le scuole  (ivi :Sergi  pp. 374-376) ,  tutti documenti creati  a salvaguardia dello sviluppo psico-fisico dello scolaro) affinchè le competenze mediche si integrino con quelle antropologiche e pedagogiche  nell’eziologia (ricerca delle cause della malattia) in vista della diagnosi e delle opportune prescrizioni terapeutiche e/o delle strategie pedagogiche  necessarie alla prevenzione e  cura  dei danni psico-fisici subiti  dal bambino proveniente da classi sociali  disagiate..

Pur essendo del tutto indispensabili anche oggi e per motivi ben più gravi (vedi oltre ) tali interventi    provocherebbero reazioni isteriche nel contesto didattico e socio culturale attuale dominato da una pseudocultura relativistica , ipocrita, falsamente buonista e in concreto disumana  che  ha espresso persino  ferma ostilità  nei confronti della decisione  dell’attuale governo di cominciare  a verificare l’identità dei bambini  che, nei campi dei nomadi e ovunque ,  sono costretti ad una vita infernale   (es.:  Famiglia Cristiana… http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/sicurezza-politica-10/famiglia-rom/famiglial ).

Basti pensare  che lo strumento tanto incriminato  quello delle impronte digitali, verrà adottato universalmente per la sua praticità.

Tutti i bambini oggi corrono rischi terribili, ma se non risultano  neppure all’anagrafe, è abbastanza prevedibile  nei loro confronti  un aumentato rischio  di discriminazioni, ovvero di venir  scelti   dai criminali  come vittime preferite.  delle più ignobili forme di sfruttamento , costrizione a fogne comportamentali ,  istigazione alla delinquenza fino  a quelle più orrende  come le mutilazioni intenzionali per impietosire  alla cerca dell’elemosina  fino al  rapimento per  servire da carne da macello  dei trafficanti di organi.

http://www.enricomoriconi.it/html/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=484&mode=moe=thread&order=0&thold=0

Moriconi E. (2007)  www.aquiloneblu.org/scritti/scritti2/accattonaggiominorile.htm – 8k

Susca G. (2008) http://www.forum.rai.it/lofiversion/index.php/t215013.html

Vedi in bibliografia : Bambini storpiati per elemosina ( sitologia)

Attualmente l’infanzia è esposta a pericoli ben più gravi di quelli di un secolo fa…..

dal  rapimento per sfruttamento sessuale , prostituzione minorile e pedofilia, al  trapianto di

organi.  su cui esistono agghiaccianti testimonianze   (Nicastro A. 2007;

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/05_Maggio/14/kiev_traffico_embrioni.shtml;

Lawless  A.  http://www.threemonkeysonline.com/it/article3.php?id=84;

Caprile A. (2001) http://209.85.129.104/search?q=cache:ZCgHlXC1CfkJ:www.etanali.it/traffico_di_organi_umani.htm+traffico+organi&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it

e studi specialistici :

Scheper-Hughes, N. 2002 , anche  di  taglio antropologico, Scheper-Hughes  N. e Loïc Wacquant, (2004) ” Alessandro Gilioli  A. (2007)  http://it.wikipedia.org/wiki/Traffico_di_organi#Bibliografiae  e Del Ponte  Carla  (2008). Questa emergenza  ha   sollecitato la istituzione della    Giornata mondiale dei Bambini scomparsi “   (2007) che sta  fornendo statistiche  incredibili sulla  scomparsa   dei bambini  ( In Europa scompaiono ogni anno 70.000 minori, di cui 1.850 italiani

http://imagoromae.blogosfere.it/2007/05/giornata-mondiale-dei-bambini-scomparsi.html)

Non solo la strada, ma persino la scuola   è diventata oggi un posto moto pericoloso per l’integrità fisica e psichica dei ragazzi .Vi  si spaccia droga, vi si commettono abusi (es .bullismo  anche al femminile e   persino tra l’indifferenza degli insegnanti. http://www.provincia.brescia.it/rassegna/doc/45208651.doc

http://www.ogginotizie.com/2008/02/28/bullismo-scuola-professori-indifferenti-colleggio-salesiani-notizie-di-cronaca-ultime-notizie/

 

Il che contribuisce all’aumento dei   suicidi scolastici in concomitanza con la chiusura dell’anno scolastico  causati da depressione per bocciature  o insostenibilità di situazioni di umiliazione.

E noto, ma sottaciuto e sottovalutato  il fatto che  con mille tentativi di suicidio all’anno, solo nella provincia di Milano (Pisa M. 2008)  sono centinaia i casi nascosti e cammuffati da incidente tra i ragazzi che ne fanno la seconda causa di mote dopo gli incidenti stradali ( Pozzi G.  2005)

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/03_Marzo/11/suicidi.shtml  Pisa Massimo (2008)    http://milano.repubblica.it/dettaglio/A-lezione-contro-il-male-di-vivere/1493408

 

Chissà cosa avrebbe detto la Montessori  di fronte a tanto spietato scempi dell’infanzia…

e cosa possiamo dire e  fare noi  , come antropologi? Credo che  il discorso dell’Antropologia Pedagogica possa  incoraggiarci in un impegno  che potremo  assumerci  nella misura in cui  potremo essere supportati  dalla istituzione  di una   Facoltà di  Antropologa . che consenta di raccogliere le sparse membra della disciplina e integrarle in una rete di relazioni sistemiche finalizzate alla  pedagogia sociale e alla diffusione  sia della storia dell’ Antropologia  in tutte le sua ramificazioni, incluse le implicazioni etiche che vivificano  tutta l’opera montessoriana e  che la  percorrono  come una corrente ad alta tensione.

Se riusciremo a lasciarcene affascinare, a farle  nostre, potremo accedere  ad una  sostanza  etica  dalla  enorme portata praxeologia  ed epistemologica  nella quale  possiamo riconoscere i caratteri della  Bioetica Globale  il cui principio base consiste  nella  “ conservazione e la propagazione del DNA tipico della specie e il mantenimento della sua variabilità intraspecifica”. (Chiarelli B.  1998 http://www.biologiateorica.it/systemanaturae/art1998/07.htm). Principio che la Montessori ha sempre  difeso  nel contesto di una “Educazione Cosmica”( Programma in :  Montessori  M. 2007)

precorritrice . degli attuali sforzi dell’Educazione ambientale”. Sforzi  che, come sappiamo  non sono in grado di portare  ad alcun cambiamento  delle strategie ambientali a livello socio- .politico perchè  privi di una epistemologia  antropologica. ovvero di un concetto antropologico ed ecologico di cultura .Infatti, come ho evidenziato (Bertocchi A. 2006 a);2008)  il passatempo preferito della cultura dominante consiste nel consegnare il dilemma  etnocentrismo-relativismo ad un’oscillazione catastrofica che lo rende irresolubile , eludendo la corretta (in quanto antropologica)impostazione delle problematiche ecologiche e sociali.

Pertanto  l’Antropologia  Bio-evoluzionistica. deve essere  posta alla base della riflessione Bioetica.   Essa tra l’altro ci insegna che nelle società animali, uomo compreso,  il mantenimento del DNA   specie   specifico, e la sua variabilità  infraspecifica   sono assicurate da regole specifiche di socializzazione. “Sono pertanto gli stimoli biologici  della socializzazione le loro norme etiche.”  Chiarelli B. (1993 p. 172 e seg.). Cure parentali( A), comportamento riproduttivo (B), cooperazione per l’acquisizione di cibo(D), cooperazione per la difesa del gruppo (E),   dipendono dalla biologia della specie (A,  B), dalle condizioni ambientali (C, D),  e nella specie umana  queste competenze vengono a supportare  il  processo di elaborazione della cultura, che costituisce un  processo di adattamento  praticato da tutte le società di interesse etnologico fino alle soglie della storia scritta ed alcune di esse, sopravvissute agli stermini della sedicente “civiltà occidentale”, ce ne danno ancora  modelli complessi  ed esemplari  ( Bertocchi A.  2007 a )  

Per questo  le società umane presentano diversità culturali che altro  non rappresentano se non la codificazione delle relazioni con la nicchia ecologica che ha loro  consentito la sopravvivenza.

L’attuale società   tecnologica  invece esacerbando gli errori del passato, ha tradito le sue naturali radici antropologiche,  per imboccare la via suicida della mercificazione   dello scempio di qualunque risorsa ecologica  che possa suscitare ingordigia  e, per giustificare  questi crimini  ha  sviluppato quelle che Gregory Bateson   ha denunciato come “Patologie  dell’ Epistemologia (Bateson G.  1976, parte 6° pp .498-515)

Argomento da me  puntualmente  inserito nelle relazioni Congressuali  ( Bertocchi A. 2006 a); 2006 b); 2008) http://www.ecoantropologia.net/2008/06/12/il-contributo-del-concetto-antropologico-di-cultura-al-processo-di-umanizzazione

 

La Bioetica Globale, ideata dal Leopold A. (1949), ebbe il suo  fondatore nel  Potter  V.R  (1970 a, 1971 b, 1971) che  la propose come la scienza dell’equilibrio  delle relazioni uomo-natura   “un  ponte per il futuro dell’umanità” inteso come  uso della conoscenza per il bene sociale  ( trad. it a cusa di  Bellino F. (2002 )

In Italia, siamo debitori al Prof. .Chiarelli  di una impostazione rigorosamente scientifica su basi bio-evoluzionistiche ed antropologiche  di  questo campo di studi, che egli ha promosso  sia con  numerosi interventi confluiti nella sua opera  “Bioetica globale” (Chiarelli  B.  1993 www.unich.it/fnace/icone/globale,  che con la fondazione della Rivista internazionale  “Global Bioethics” ( Chiarelli B. 2004 ) da lui diretta..

L’impostazione antropologica di questa problematica risulta essenziale al fine di non  confondere la Bioetica Globale con la Globalizzazione della Bioetica tout court (Turoldo F. ( a cura di  2007). iwww.fondazionelanza.it/libro/globalizzazione  Purtroppo  la “Dichiarazione Universale  sulla Bioetica e i Diritti Umani”, presentata e discussa dal Turoldo,  http://www.lumsa.it/Lumsa/Portals/docenti/Palazzani/Dichiarazione%20Universale%20di%20Bioetica%20e%20Diritti%20Umani%20(6).pdf   è straripante di belle parole e sacrosanti principi  teorici  ma  è destinata a  subire lo stesso destino di carte analoghe, come la Costituzione , la “Carta fondamentale dei diritti dell’Unione Europea “,   e le diecine di documenti a cui  essa fa riferimento  di cui è stata ormai dimostrata  la inapplicabilità  pratica nei confronti di coloro che ne avrebbero più bisogno  e che sono alla mercè degli imperanti processi mercificatori  imposti  dalla globalizzazione dei mercati. . Purtroppo  la cultura dominante si è arroccata nei suoi errori e pretende di portarli avanti fin al suicidio totale della specie umana.. In questa come in altre leggi, l’inganno è stato già trovato e ben collaudato prima  : esso consiste  nella  legittimazione  dei processi mercificatori e nella contestuale emarginazione di una critica costruttiva fondata sui saperi antropologici e bio-evoluzionistici.

A tal fine la cultura dominante  sommerge la Bioetica Globale  con un assordante  bailamme mass-mediale  che consegna la  Bioetica   allo strazio di campi di battaglia   tra  diverse e a volte apparentemente opposte  ideologie mercificatorie, ncoraggiando vacue discussioni su falsi dilemmi

Ad esempio  dando per scontato  che esisterebbe  un conflitto tra bioetica laica e bioetica cattolica:

(Fornero G., 2005)  La prima a difesa dei diritti della  qualità della vita, la seconda a difesa dei diritti  della sacralità della vita.. Ciò rende insolubili i problemi,  attraverso il sofisma  di  dare per scontato  che la vita sacra sia solo quella dell’embrione  umano. e non   la vita cosmica e biologica di  ogni  specie  compresa la nostra. Paradossalmente ne scaturisce l’agghiacciante ipotesi delle brevettabilità del genoma umano

In realtà il motivo del contendere è un altro e tutt’altro che sacro, ma anzi globalmente dissacrante:

quello  della mercificazione do ogni forma  di vita  con progetti di brevetto e commercio di genomi e organismi geneticamente modificati, compresa  la  brevettabilità del genoma umano.

(www.torinoscienza_it  :   Il Progetto Genoma Umano  A chi appartiene il genoma umano.mht)

Brevettabilità che, come antropologi propongo che ci impegnamo a respingere con decisione  a conclusione di questo Convegno

Quel che si tenta in realtà di far prevalere  è il gioco degli  interessi economici intenti  a gareggiare nel   far  crescere  il  P.I.L., il Prodotto Interno  Lordo, sempre più lordo che più  lordo non si può. Quello che conta è che  profitti crescenti derivino  dal vergognoso  mercato della procreazione assistita, degli O.G.M , del trapianto di organi  e magari dal commercio del genoma umano..

Dovremo rassegnarci a dar l’addio alla variabilità genetica a livello cosmico?

Secondo i dati di  “Save the Children”  Si stimano in 2,7 milioni le vittime della  tratta di esseri umani nel mondo, di cui l’80% è costituito da donne e bambini. Un vero e proprio  business con un volume di affari – gestito da reti criminali transnazionali – pari a circa 32 miliardi di dollari l’anno e paragonabile a quello del traffico di armi o di stupefacenti . (http://209.85.135.104/search?q=cache:eVhyLnDoRj0J:www.savethechildren.it/2003/comunicati.asp%3Fid%3D537+business+tratta+minori&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it

Altro  lavoro a perditempo è quello di stendere faraginose leggi e regolamenti  che sono impotenti a contrastare lo scempio in atto  al quale è forse ancora possibile porre rimedio,  ponendo al centro o il concetto di sacralità della vita cosmica  ripartendo dall’ Educazione Cosmica  ( Montessori  M. 1949 )  e dalle filosofie e dalle tradizioni magico –religiose di tipo  immanentistico, sostenute dall’epistemologia di Bateson ( Bateson G. e Bateson M.C. 1989 ;: Bateson G.  1997.

In  nome della libertà dei  malati ricchi  di fare scempio  del corpo di   bambini e adulti  sani ma poveri e indifesi e rapiti e uccisi a tale scopo. Per tempo ma invano essi furono denunciati sin dal loro sorgere tra i primi  dal Prof. Chiarelli  B. (1993 p:  32 ).  Come ho demistificato  dal portale “ Anthropos  (www.antrocom.it .” 14 agosto 2007: Legge 40 – problematiche antropologiche?  http://www.antrocom.it/index.php?name=MDForum&file=viewtopic&t=426&start=0&postdays=0&postorder=asc&highlight=   tali  oligarchie criminali si  garantiscono  il controllo e la spartizione di questo turpe mercato, fingendo di contendersi  il campo della discussione , ma  bene assicurandosi  che essa avvenga a  colpi di ignoranza sui concetti fondamentali  della Genetica, della Biologia, dell’Antropolgia. E per garantirsi questo  monopolio ideologico, travestito da libera e democratica discussione,  invitano ai dibattiti sui gravi  problemi  della Bioetica , che richiedono conoscenze specialistiche e complesse nei campi della  Biologia  Evoluzionistica , della Genetica e dell’Antropologia,  persone scelte accuratamente tra le più incompetenti in tali materie come sacerdoti, letterati, personalità dello spettacolo, filosofi, teologi. Se per caso è presente uno  scienziato,   il moderatore se ne fa gioco, ponendo  la massima cura nel limitare al minimo il tempo dei suoi interventi, facendogli aprire  e chiudere il becco a comando e zittendolo quando sta per dire qualcosa  che potrebbe rischiare di aprire gli occhi alla gente. 

Eppure le verità  scientifiche sulla specie umana  potrebbero  educare ed istruire le  persone  in  modo da  renderle refrattarie alle perverse forme di strumentalizzazione di cui sono vittime e a renderle consapevoli  delle  relazioni di interdipendenza uomo-società natura  . .

Credo sia giunto il momento e speriamo che non sia troppo tardi, di assumerci la responsabilità come antropologi  di accettare questo dono immenso ed inestimabile  di cui la Montessori ci ha fatto eredi  e che tuttora giace come tesoro sconosciuto tra le  mani  di una pseudocultura che per un secolo si è preclusa la possibilità antropologica di comprenderne il valore di sopravivenza per la specie  e  tuttora si  rifiuta di tradurlo in  una  viva  prassi pedagogica e didattica.

Il mio proposito è di  comunicare questa  consapevolezza,  raggiunta  con studi laboriosi che ho diffuso sia in ambito specialistico  (Bertocchi A. 1994) che divulgativo (Bertocchi A. 1995; 1997), senza peraltro mi  sia stato dato di riuscire a scalfire minimamente  l’ostinata  ottusità e ostilità del sistema scolastico nei confronti dell’Antropologia .  

Ho steso questa relazione nella  piena fiducia che gli antropologi  bio-evoluzionistici siano  gli interlocutori i più idonei a collaborare ad un recupero salvifico dell’opera montessoriana sull’antropologia Pedagogica che non solo la tragga dall’oblio, ma che , poggiando sulle sue solide fondamenta scientifiche  possa risorgere a miglior vita.  nella scuola e nella società contemporanea

Ed ecco la proposta:: creare un Comitato Scientifico che provveda alla riedizione critica  dell’Antropologia Pedagogica di Maria Montessori  in occasione del centenario della sua edizione che scade nel 2010, per rilanciare insieme  all’Antropologia  Pedagogica, L’Antropologia come scienza sistemica dell’uomo indispensabile alla sua sopravvivenza  come specie.Propongo di affidarne la direzione  al  Prof. Chiarelli  ( 2003.2004) che  ha  racchiuso in tre  esaurienti volumi, che la Montessori avrebbe molto apprezzato, lo scibile antropologico  attinente alla scienza complessiva e complessa dell’uomo.

Offro alla vostra riflessione e discussione  queste brevi note , nella speranza  di aver contribuito  ad un’armonia di intenti tesi a sottrarre  gli spazi antropologici  alla usurpazione  della cultura dominante, per  inaugurare un processo di riappropriazione che mi sembra  urgente, necessario e  in sintonia con la Bioetica Globale .

Antonia Bertocchi 

 

 

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Baldi A.  1988) : Le lezioni di antropologia e pedagogia di Edoardo Fusco.In Fedele F. e  Baldi A 1988

Bambini storpiati per elemosina ( sitologia)questi bambini non do nulla per non alimentare il racket delle elemosine. Ho sentito di bambini storpiati apposta per suscitare maggiore pieta’ e ho visto
ex-oriente-lux.blogspot.com/ 2006/03/bambini-di-strada-e-orfanotrofi.html – 18k

Aquilone Blu – Scritti   Tali accorgimenti sono frequenti tra i nomadi e non sono purtroppo rari i casi in cui i bambini vengano appositamente storpiati per suscitare pietà.
www.aquiloneblu.org/scritti/scritti2/accattonaggiominorile.htm – 8k

MAGIA E MISERIA DELL’ INDIAVittime tragiche, come gli accattoni “modificati” (bambini storpiati, accecati, per la bisogna dell’elemosina). Vittime di ingiustizie sociali,
www.bibliosofia.net/files/Rushdie.htm – 26k –

La voce a me dovuta: Coccodrilli a primavera   donne stuprate e sgozzate, bambini storpiati e venduti per chiedere l’elemosina, i nostri politici che contano, ricontano, s’azzuffano…).
lavoceamedovuta.spaces.live.com/Blog/cns!D22B7E2F7A0BD7D8!519.entry – 69k –

© PSYCHOMEDIA – TELEMATIC PUBLISHING  Spesso i bambini venivano storpiati o mutilati per suscitare maggiore compassione e quindi ottenere elemosine più generose (2).
www.psychomedia.it/pm-thesis/fantoni/1-1.htm – 9k

Tripreport – l’Australia di Arcangelo  Ho visto bambini storpiati o privi di arti che (mi e’ stato detto) vengono cosi’ dai genitori… per dargli “un Futuro” (di raccoglitori di elemosina)!
www.tripluca.com/diari/tripreport/arcangelo.htm – 99k

Bateson  G (1976  rist. 1985, Verso un’ecologia della mente. Adelphi,  Milano

Bateson G.,e  Bateson M.C. ( 1989) : Dove gli angeli esitano. Verso un’epistemologia del sacro (con glossario). Adelphi, Milano

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Commenti

2 Risposte to “L’Antropologia Pedagogica di Maria Montessori (1910): un tesoro nascosto da riscoprire”

  1. Cagalcole on giugno 21st, 2009 17:50

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